«Il riorientamento è legittimo ma con un partenariato sociale»

«La scelta di riorientare la propria offerta sanitaria è più che legittima. È però imprescindibile che i vertici implementino un partenariato sociale sincero in modo da ridurre gli effetti negativi per il personale». Il segretario cantonale dell’OCST Xavier Daniel non nasconde la sua amarezza per il taglio di otto impieghi nel reparto di fisioterapia alla Clinica Varini di Orselina e la quasi contemporanea lettera di dimissioni del direttore sanitario, il dottor Vinnie Cocuzzi, in aperto contrasto con le modalità di gestione della transizione della struttura sanitaria. Il sindacalista parla di questione di stile nella conduzione della clinica.
Se si può comprendere che nell’affidarsi alla clinica Hildebrand di Brissago per la gestione di tutte le attività di fisioterapia e di ergoterapia significa offrire ai propri pazienti un percorso di cura ancora più mirato e di elevata qualità, secondo il segretario cantonale dell’OCST si sarebbe dovuto avere maggior riguardo per il personale della Varini che sarebbe rimasto senza lavoro. «Ai dipendenti sessantenni, ad esempio, si sarebbe potuto proporre un prepensionamento. I più giovani, invece, avrebbero potuto essere accompagnati nella ricerca di un nuovo impiego», osserva Xavier Daniel, il quale è stato informato la scorsa settimana dalla direzione riguardo al taglio degli otto impieghi.
Una decisione, questa, che da quanto appreso dal Corriere del Ticino, ha creato ulteriore malessere tra il personale della struttura sanitaria diretta da Martin Hilfiker. Nessuno si esprime comunque apertamente. E questo probabilmente in attesa di potersi confrontare con i propri rappresentanti sindacali. «Stiamo valutando come muoverci, ma è nostra intenzione incontrare sia il personale, sia la direzione per meglio comprendere la situazione e il clima che si respira alla Varini. Ritengo infatti sia utile e indispensabile che, insieme a noi ed ai rappresentanti della commissione interna del personale, si predisponga un percorso che contempli delle misure di accompagnamento in caso di licenziamenti», aggiunge il segretario cantonale dell’OCST con il quale i vertici della Varini all’inizio di quest’anno hanno riallacciato i rapporti dopo il «muro contro muro» venutosi a creare alcuni mesi fa a seguito delle polemiche sorte per altri tagli al personale.
«Vorremmo essere coinvolti»
I rapporti si sono ristabiliti anche con la VPOD, come conferma al Corriere del Ticino Stefano Testa. Il segretario cantonale del sindacato, responsabile del settore cliniche, insieme al collega dell’OCST, incontrerà già questa sera il personale della Clinica Varini. «Sono deluso per il fatto che i partner sindacali siano stati solo informati e non coinvolti nella decisione di esternalizzare il reparto di fisioterapia affidandolo alla Clinica Hildebrand. Una scelta sulla quale non discutiamo, ma che sarebbe stato meglio condividere con noi affinché si potesse trovare una soluzione per i collaboratori della Varini che perderanno il posto di lavoro», dichiara Testa, allineandosi sulla posizione di Daniel. «Si sarebbe magari potuto raggiungere un accordo con la Hildebrand per la riassunzione, anche parziale, del personale impiegato nel reparto che la Varini ha deciso di esternalizzare», aggiunge il segretario cantonale della VPOD, il quale conclude: «Se l’atteggiamento dei vertici della Clinica Varini non muterà, ritengo che da parte nostra non possa che presentarsi un punto interrogativo riguardo al futuro Polo geriatrico che si intende realizzare a Orselina. In questo senso comprendo anche la decisione di lasciare il suo incarico presa dal direttore sanitario della Varini».
Verso il Polo geriatrico
La decisione della Clinica Varini di affidare alla Hildebrand la gestione di tutte le attività di fisioterapia e di ergoterapia - che persegue l’obiettivo di offrire ai pazienti un percorso di cura ancora più mirato, continuo e di elevata qualità - rientra nel progetto di integrazione con la Casa per anziani Montesano che darà vita al Polo geriatrico di Orselina. La riorganizzazione dell’offerta in via di implementazione, dal 1. gennaio 2028 garantirà complessivamente 110 posti letto, di cui 40 destinati al Reparto acuto di minore intensità (RAMI) e 70 alla Casa per anziani, con un settore di cure palliative geriatriche e di soggiorno temporaneo.




