Il San Gottardo parla il dialetto zurighese

Se l’è aggiudicata un consorzio con capofila un’impresa zurighese, per poco più di 14 milioni, la commessa per i servizi di ingegneria per il risanamento della galleria del San Gottardo. L’offerta dell’azienda è stata preferita alle altre tre pervenute. «Nella valutazione dei criteri di aggiudicazione, l’aggiudicatario ha ottenuto il punteggio più alto. La sua offerta è quindi la più vantaggiosa e convince in particolare per l’ottima analisi dell’incarico e della sostenibilità», è la motivazione dell’Ufficio federale delle strade, come appreso dal Corriere del Ticino.
Cosa prevede il mandato
Il mandato comprende servizi attinenti all’architettura, all’ingegneria, all’urbanistica e alla paesaggistica nonché di consulenza scientifica e tecnica e di sperimentazione tecnica. Ricordiamo che contro l’assegnazione può essere inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale entro fine febbraio. La durata del contratto va da quest'anno (ossia da subito, qualora non venissero inoltrate censure ai giudici di San Gallo) a fine 2029.
Gli altri bandi
Nelle scorse settimane sono inoltre stati pubblicati i bandi per il progetto ambientale per il supporto alla pianificazione relativo, sempre, al risanamento del primo tubo e per i servizi del geologo del committente per supportare la pianificazione degli interventi e le successive fasi di appalto e realizzazione. La durata di entrambi i contratti va dal 1. aprile prossimo a, rispettivamente, fine 2029 e fine 2033. Una commessa da 7,5 milioni per gli impianti elettrici, intanto, è già stata assegnata ad un’impresa del Canton Lucerna.
Sotto la lente
Inaugurato il 5 settembre 1980, lungo 17 chilometri, il traforo necessita di un importante risanamento. I lavori verranno svolti tra il 2030 ed il 2033 una volta aperto quello nuovo al traffico bidirezionale. Altre commesse che aspettano di essere assegnate sono quelle delle apparecchiature tecniche che «saranno completamente smantellate a causa della loro vetustà», precisa l’USTRA. L’installazione di quelle moderne avverrà «parzialmente sotto traffico» e si prevede che duri presumibilmente fino al 2036.

