Il sogno dell'ostello di montagna e quello della strada forestale

Fra i vari obiettivi, o meriti, del Piano di gestione forestale di cui il Comune di Capriasca si è dotato un paio di anni fa vi è quello di agevolare i finanziamenti per alcune opere «montane» che altrimenti ben difficilmente vedrebbero la luce e resterebbero nella categoria del «sarebbe bello, però...». Ma, appunto, un Piano ora c’è (più dettagli nel box) e il Patriziato di Lopagno e il Consorzio strada agricola forestale Nolina - gli ideatori dei due progetti che abbiamo scelto di approfondire - ora hanno una possibilità in più di portare a casa il risultato. Cosa che non sarà comunque scontata.
Un’opera identitaria
Si tratta in entrambi i casi (della strada parliamo nell’articolo sotto) di opere dalla valenza multipla e di interesse regionale in ambito turistico. Nonché identitarie. Il progetto del Patriziato di Lopagno riguarda infatti due costruzioni da tempo abbandonate che l’Ente locale ha acquistato nel 2019 da Armasuisse a un prezzo simbolico in località Mürecc. La stessa Armasuisse a cui, decenni addietro, il Patriziato aveva ceduto tutte le sue proprietà (lo stesso aveva fatto quello di Lugaggia: Campestro invece aveva resistito, «ereditando infine l’alpe Davrosio che era proprio di Lopagno). L’idea è quella di restaurarle conservativamente e inserirvi un «ostello di montagna» con sei posti letto pensato in particolare per i ciclisti. Le costruzioni, infatti, si trovano sia nei pressi dell’Alpe Mürecc, sia in quelli di una fitta rete escursionistica che collega fra l’altro il Bellinzonese con il Luganese. Dare la possibilità di sostare la notte renderebbe tutta l’area turisticamente ancora più attrattiva. Oltre a ciò, il Patriziato immagina la creazione di un’aula didattica pensata in particolare per le scuole.
La località Mürecc è raggiungibile in auto dal lato di Isone e tramite sentieri da Gola di Lago ed è uno dei luoghi paesaggisticamente più importanti della Capriasca, tanto da essere stato posto in zona di protezione del paesaggio dal Comune in quanto «caratteristico esempio di area montana, caratterizzato dalla compresenza di elementi naturali e strutture antropiche tipiche di uno sfruttamento agricolo estensivo». Oltre a ciò, l’area si trova nel prospettato Parco regionale delCamoghé, un’altra idea che, dovesse andare in porto, permetterebbe di accedere a ulteriori fonti di finanziamento per l’ostello di montagna. Il progetto, precisa il presidente Dimitri Domeniconi, da noi raggiunto, è allo stadio del progetto di massima ed è stato già presentato al gruppo di lavoro costituito per valorizzare il territorio di Capriasca e Val Colla, ricevendo un sostegno di principio.
Sussidi e vendita di legname
In altre parole, l’idea del Patriziato suscita interesse. Il Piano di gestione forestale, già approvato da Consiglio comunale e Consiglio di Stato, è un buon viatico per ovviare all’ostacolo finanziario. L’ostello è stato inserito come investimento di tappa 2 - orizzonte 2029-2033 - e si stima che buona parte della spesa (che si aggira sul mezzo milione di franchi) possa essere coperta da sussidi e vendita del legname. Cuore del Piano di gestione è infatti la creazione di una filiera «corta» del legno per rifornire la centrale a cippato di Tesserete.
"La strada porterà vantaggi e risparmi futuri"
«Porterà tanti vantaggi e risparmi futuri». Si potrebbe riassumere con queste parole di Mattia Lepori i motivi per cui è una buona idea realizzare una strada agricola forestale di 3,6 chilometri sulla sponda sinistra della valle Capriasca (a partire dalla cava di Lelgio su fino alla località Polairolo). Si potrebbe, ma sarebbe riduttivo e non spiegherebbe perché il municipale capriaschese si stia spendendo da anni per questo progetto, al punto da essere fra i promotori (e il presidente) di un Consorzio nato proprio per costruirla. «Più se ne parla e più escono fuori punti positivi», ci dice ancora. E in effetti, la strada permetterebbe una migliore gestione dei boschi e dei terreni agricoli (che oggi è fatta con fatica e ricorrendo all’elicottero), permetterebbe di portare a valle la legna tagliata nelle operazioni di pulizia, di gestire al meglio le numerose sorgenti (e di sostituire con più agio le ormai vetuste tubazioni), di fungere da tagliafuoco e da attrattiva turistica (un nuovo percorso per le bici) e non da ultimo di rendere più accessibili i rustici (alcuni peraltro tutelati), benché per scelta il tracciato «sarà molto spostato rispetto alle abitazioni». Un primo lavoro di convincimento degli interessati è stato fatto (i consorziati sono una sessantina), nei prossimi mesi si attende il giudizio di Berna per i sussidi: l’investimento è importante, 3,5 milioni di franchi. Sarà il momento della verità.

