Ciclismo

Il Ticino vede avvicinarsi il Giro e aspetta un Vingegaard in rosa

Mancano quattro giorni alla tappa tra Bellinzona e Carì - Il danese, ma ticinese d’adozione, della EF Mikkel Honoré: «Mi aspetto grande spettacolo, e Jonas proverà ad andare a caccia della vittoria» - Intanto «Vingo» cerca il primato già sabato a Pila
Il capitano della Visma al momento deve accontentarsi del blu di leader della classifica dedicata agli scalatori. © EPA/ZEN
22.05.2026 06:00

Il Giro d’Italia ha da qualche giorno superato il giro di boa e si appresta a entrare nel suo penultimo fine settimana di gara. Si avvicina così a grandi falcate l’appuntamento di martedì 26 maggio, una data da tempo cerchiata in rosso sui calendari degli appassionati ticinesi di ciclismo e non solo. Segnerà infatti il ritorno della corsa rosa nel nostro cantone a cinque anni di distanza dall’ultimo passaggio, nonché la prima tappa dal 1998 a svolgersi interamente entro i confini cantonali.

«Per il Ticino vuol dire tanto potere accogliere sulle proprie strade la carovana rosa. Chi al giorno d’oggi pensa che sia solo il Tour de France ad avere prestigio si sbaglia di grosso, perché il Giro, così come la Vuelta, sono corse di grande importanza e tradizione». Sono le parole di Mikkel Honoré, corridore danese della Eduction-First Easy Post, ma ticinese d’adozione. Il 29.enne, che quest’anno non prende però parte alla gara italiana, ha infatti risieduto per sette anni a Melide, prima di spostarsi un anno e mezzo fa a San Marino.

Niente testa al Tour

In molti si aspettavano che, arrivati verso la fine della seconda settimana, il grande favorito Jonas Vingegaard avrebbe già cannibalizzato la corsa. Troppa la differenza, alla vigilia, rispetto ai suoi rivali. E invece, dopo dodici tappe, davanti a tutti nella classifica generale c’è ancora la sorpresa portoghese Afonso Eulalio. Conquistata la leadership nella quinta frazione, sotto la pioggia di Potenza, l’alfiere della Bahrain Victorious sta dimostrando una tenacia inaspettata, riuscendo a limitare i danni, contro ogni pronostico, anche nella recente cronometro della Versilia. «Io penso però che la Visma sta gestendo la gara con grande intelligenza» sostiene Honoré. «È giusto non forzare la conquista della maglia rosa troppo presto: la terza settimana del Giro è estremamente impegnativa. Gestire lo stress e le incombenze legate al primato - come conferenze stampa e controlli antidoping supplementari - sottrae tempo prezioso al recupero». Un po’ di strategia, dunque c’è, e conferma l’impressione che «Vingo», nonostante abbia trionfato in entrambi gli arrivi in salita (sul Blockhaus e a Corno alle Scale), non abbia ancora sprigionato tutti i suoi cavalli. «Ma non certo perché vuole risparmiare le energie in vista del Tour de France di luglio, come alcuni credono» afferma Honoré, che conosce bene il connazionale, avendoci corso insieme diversi anni negli under 23. «Vingegaard, sicuramente, è concentrato sulla conquista di questo Giro d’Italia. E anche se dovesse spendere qualche energia in più oggi, Jonas rimane competitivo per il Tour».

La vetta è vicina

I secondi che separano Vingegaard dalla vetta sono solo 33. Un margine con ogni probabilità troppo ridotto per Eulalio - che fino ad ora ha lottato con le unghie e con i denti onorando il suo ruolo di leader - per pensare di poter difendere il primato anche domani sera, dopo l’arrivo di Pila, l’unico in salita di questa seconda settimana. Sarà dunque il danese a vestire di rosa martedì alla partenza di Bellinzona? «È probabile, perché la tappa di domani è dura. Ma anche se dovesse effettivamente presentarsi in Ticino da leader, mi aspetto che andrà comunque a caccia del successo».

Accogliere il Giro è un grandissimo onore per il Ticino, spero accorra molta gente
Mikkel Honoré, corridore danese della Eduction-First Easy Post

Un percorso intenso

Il tracciato che porterà la carovana dalla capitale fino al traguardo in quota in Leventina, d’altronde, non permetterà a nessuno di nascondersi: «È un percorso molto bello e tecnico. Non si tratta di una lunga pianura, ma di un continuo saliscendi che permette diverse interpretazioni tattiche: sia per chi punta alla classifica generale, sia per gli attaccanti. È poi molto breve (solo 113 km, ndr.), ma con ben 3.000 metri di dislivello: non c’è tempo per gestire la corsa: sarà molto bella e dunque appassionante per il pubblico». Una scelta di disegno sempre più ricorrente nei grandi giri moderni, proprio perché costringe il gruppo ad alzare i ritmi fin dal via, garantendo una gara esplosiva e senza troppi tatticismi. E se a qualche nostalgico può far storcere il naso, pensando ai lunghi tapponi del passato, la formula, unita all’idea di creare dei circuiti - come quello che si snoderà in Valle di Blenio - non può che invogliare gli appassionati ad accorrere in massa sulle strade. «Arriverà inoltre dopo il giorno di riposo, che è sempre un’incognita» prosegue Honoré. «Alcuni corridori possono ripartire con un buon ritmo, altri invece magari faticano a ritrovare l'equilibrio. Basta un momento di appannamento per perdere minuti preziosi su un percorso così impegnativo».

Un solo appiglio

Ed è questo, forse, l’unico appiglio a cui possono aggrapparsi i rivali principali. Il più accreditato alla vigilia, Giulio Pelizzari, si trova ormai staccato oltre tre minuti dal danese, dopo essere stato rimbalzato sul Blockhaus nel tentativo di stargli a ruota. Felix Gall, dopo avere risposto invece presente sui due arrivi in salita, dove ha accumulato solo una trentina di secondi, ha perso terreno come prevedibile a cronometro, e così l’inseguitore più immediato è l’olandese Thymen Arensman, distante però già un minuto e mezzo. «Sarà dura per loro andare a riprenderlo» conclude Honoré, «anche perché Jonas ha dimostrato di andare sempre forte proprio nell’ultima settimana. Quindi dico che è molto improbabile. Però il ciclismo è sempre ciclismo: se lui dovesse avere un giorno in cui non è al cento per cento, può veramente succedere di tutto, e a quel punto un minuto e mezzo diventano niente».

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