Ismary, venezuelana in Ticino: «Mia sorella per fortuna sta bene, ma la situazione è desolante»

Sono oltre 50.000 le persone che risultano disperse dopo la raffica di violente scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Un sito web dedicato alle persone scomparse consente di condividere i dettagli e l'ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il Paese. Il bilancio è destinato ad aggravarsi, con il crollo registrato di oltre 200 edifici. E l'apprensione, dal resto del mondo, è altissima. Anche in Ticino. «Mia sorella è a Caracas e ha vissuto in prima persona quello che è successo», ci racconta Ismary. «Fortunatamente sta bene, ma sono state ore di terrore. Anche il resto della mia famiglia è incolume, ma tutto intorno a loro c'è dolore e desolazione».
I familiari di Ismary, fortunatamente, hanno subito «solo» danni materiali. «Ma se la sono vista brutta. Siamo grati che stiano bene e tutto il resto si può recuperare. Ora si ritrovano in mezzo al caos: tanti feriti, tanti morti, moltissimi dispersi. C'è chi ha perso letteralmente tutto».
Il popolo venezuelano, spiega la nostra interlocutrice, è molto unito. «Finché non arrivano i rinforzi e gli aiuti da tutte le nazioni che si sono messe a disposizione (Svizzera compresa, che ha mandato questa notte una squadra di 80 specialisti con otto cani da ricerca e 18 tonnellate di materiale di soccorso), è la gente comune a gestire quello che sta succedendo. Scavano, anche a mani nude, per tirare fuori da sotto le macerie più persone possibili. Soprattutto a La Guaira, la parte più colpita dal terremoto».
«Mia sorella è rimasta scioccata», conclude Ismary. «Ora l'obiettivo è prendersi cura di sé e cercare di gestire una situazione totalmente inaspettata».
