La centrale a biogas finisce nel congelatore

«Non c’è dubbio, la centrale si farà». «L’ultimo scoglio è stato superato». «Che fine ha fatto il progetto?». Sono tre frasi pubblicate su queste colonne tra la fine del 2021 e la scorsa estate. Riguardano tutte lo stesso disegno: quello per la realizzazione di una centrale a biogas a Stabio. Frasi che lasciano intuire come il progetto abbia vissuto un iter tutt’altro che sereno e a cui oggi ne possiamo aggiungere un’altra, che conferma le difficoltà: «Il progetto è posto in stand-by». Lo ha fatto sapere il Municipio nella recente risposta a un’interpellanza sul tema de Il Centro (prima firmataria Michela Lang). Il motivo? Economico, non si nasconde: «Le recenti modifiche alle ordinanze federali sulla promozione della produzione elettrica da energie rinnovabili hanno ridotto in modo sostanziale il livello dei contributi disponibili, compromettendo la sostenibilità economica dell’iniziativa». Di conseguenza, «la società (la Biogas SA, creata appositamente nel 2021 e detenuta al 50% dal Comune e al 50% da AGE, ndr) ha pertanto deciso di sospendere temporaneamente il progetto, in attesa di condizioni normative e di mercato più favorevoli. L’iniziativa non è stata abbandonata: una rivalutazione verrà eseguita non appena il contesto energetico consentirà di raggiungere l’equilibrio economico necessario alla sua realizzazione». Insomma, il progetto in possesso di una licenza edilizia dal 2018 è rinviato a data da destinarsi. Il disegno, ricordiamo, in passato aveva incontrato ostacoli e aveva subito modifiche. Su tutte quella che portava alla produzione finale di energia elettrica e non di biometano, oggetto di una variante pianificatoria voluta anche per garantirsi la possibilità di accedere a degli incentivi federali (vedi CdT del 12 luglio). Gli ostacoli invece erano stati superati: «Dopo l’evasione del ricorso che ne aveva sospeso l’avvio fino alla fine del 2024, il progetto è stato aggiornato nel corso del 2025 con una revisione dei costi, dei ricavi e delle condizioni quadro», spiega il Municipio. Ma la conclusione è che ad oggi l’iniziativa non è sostenibile.
Niente letame
La centrale di Stabio è pensata per servire tutta la regione. Sarà in grado (quando e se sarà realizzata) di trasformare gli scarti compostabili in biogas prima ed energia elettrica poi. Il progetto originale prevedeva il trattamento di tre tipi di scarti: verdi e rifiuti organici, scarti da cucina oppure di origine agricola. La recente risposta all’interpellanza rende però noto che un tipo di scarto è stato «scartato». Per far convogliare gli scarti agricoli e i liquami nella futura centrale è stata siglata una collaborazione con la Società Agricola del Mendrisiotto, «l’accordo è ancora vigente – si legge nel testo – ma il substrato liquame (così come il letame, ndr) originariamente previsto è stato scartato perché non sufficientemente produttivo». Il Municipio fornisce anche alcune cifre. A partire dai soldi spesi finora nel progetto: 470.000 franchi («del capitale proprio iniziale di 1,2 milioni restano circa 730.000 franchi»). Ma anche sulla produzione di energia prevista a regime, di circa 420 MWh/anno. «L’energia eccedente l’autoconsumo (esubero) sarà immessa nella rete e venduta, non limitata all’uso locale».




