La frecciatina di Zali all'UDC: «Non sono io quello che non ha voluto confrontarsi con qualcun altro sulla lista»

«Perché mi ricandido? Perché ci sono sempre cose da fare, perché credo di poter dare ancora un contributo, di avere le qualità e l'energia di farlo, e poi perché non mi lascio dire da un altro partito quando devo andare in pensione». Claudio Zali, ospite di Detto tra noi su Teleticino, ha spiegato perché alle prossime elezioni cantonali sarà ancora della partita. Una decisione che era nell'aria da tempo. «Il cambio di coordinamento (con Daniele Piccaluga, ndr.) è stata una questione non indifferente», ammette il consigliere di Stato leghista. «Sono cambiati anche gli orientamenti nei confronti dell'alleanza (con l'UDC, ndr.) che da lì ha iniziato a essere messa in discussione, anche perché taluni hanno avvertito che più che un'alleanza è un abbraccio molto stretto, dove uno può anche soffocare se si fa abbracciare troppo. L'indiscutibile perdita di consensi della Lega in questo periodo è possibile che sia riconducibile anche a talune scelte dei nostri elettori che non si riconoscono in questa alleanza».
L'alleanza (o no) con l'UDC
Andrea Leoni è tornato sull'attacco che Zali ha rivolto ai deputati dell'UDC durante le discussioni legate al credito per il progetto tram-treno del Luganese. «Siete nulli», l'espressione usata durante il dibattito. Alla «diceria» secondo la quale sarebbero state stampate delle magliette con la frase pronunciata in aula, il consigliere di Stato leghista ha risposto con ironia: «Ne vuoi una? Che taglia? Se la riceverai, vorrà dire che c'era. Non si smentisce e non si conferma, rispondo con un po' di goliardia».
Il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, ha commentato che la Lega è «pronta a sedersi al tavolo e discutere ancora con i democentristi». Dal canto suo, Claudio Zali davanti a Leoni ha precisato: «Non sono io quello che non ha voluto confrontarsi con qualcun altro sulla lista. Per me va bene, nessun problema. È vero che in politica è possibile tutto, però sono state dette delle cose abbastanza chiare dal fin qui "alleato". O se le rimangiano, oppure sono conseguenti, ci sono solo due possibilità». Ma la decisione, alle elezioni del 2027, spetterà ai cittadini: «Le urne sono lì proprio per quello, per vedere se è il momento di cambiare oppure no».
Piano A e piano B
A proposito del suo ruolo in Governo, il consigliere di Stato si è definito «tutto sommato abbastanza leghista» all'interno di una compagine in cui «si fanno gli interessi del cantone». In ogni caso, «il piano A» della Lega dei Ticinesi è «di fare due consiglieri di Stato» alle prossime votazioni e mantenere due seggi in Governo, recuperando una disaffezione misurata nelle ultime tornate elettorali. Sul cosiddetto «piano B» evocato da Zali — ovvero una possibile candidatura al Consiglio degli Stati in caso di mancata rielezione — si è espresso il direttore del Dipartimento delle istituzioni. «Io ho in testa solo il piano A. Questo dimostra come siamo differenti», ha detto Norman Gobbi. «Scusami Norman se ti sei sentito incluso», è la risposta al collega di partito affidata a Detto tra noi. «Però se uno non vuole smettere totalmente con la politica, è una carica importante, prestigiosa, che permette anche di vedere da Berna la continuazione dell'attività che hai fatto prima a livello cantonale, in un certo senso. Anche io voglio vincere e avere due consiglieri di Stato leghisti, adesso è addirittura vietato pensare che le cose potrebbero andare diversamente?».
Zali ha inoltre espresso il desiderio di restare o tornare alla guida del Dipartimento del territorio. L'arrocchino, quindi, «sembra una gita nella giustizia, una toccata e fuga», ha commentato Andrea Leoni. «Diciamo che nella mia visione delle cose è stata una soluzione di compromesso che abbiamo dovuto accettare, altrimenti l'alternativa era non fare nulla», la risposta. «Me la sono fatta andare bene, tutto sommato di buon grado. Avevo delle idee, vedevo una necessità di intervento. E quindi sono stato felice e lieto di potermi mettere a disposizione per un certo periodo».


