Crans-Montana

La Rai cerca Alex Farinelli sotto casa, il controllo di Polizia finisce in TV

Una troupe della trasmissione «Lo Stato delle Cose» condotta da Massimo Giletti ha trascorso a Comano lo scorso fine settimana — La Polizia del Vedeggio: «Due persone che avevano destato sospetto, il controllo è avvenuto seguendo le regole e con la collaborazione degli interessati»
© Rai 3/Lo Stato delle Cose
Jenny Covelli
05.02.2026 20:31

Una troupe della Rai si è recata a Comano, lo scorso fine settimana, alla ricerca del consigliere nazionale Alex Farinelli. Sullo sfondo, la tragedia di Crans-Montana. Il politico del PLR non è stato trovato, e i giornalisti si sono imbattuti anche in un controllo di polizia, ripreso all'insaputa degli agenti, mandato in onda lunedì 2 febbraio durante la trasmissione Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti. In studio, Tommaso Cerno, direttore del Giornale, ha commentato che «gli agenti sono stati mandati, evidentemente, da Farinelli» e ha parlato di «tentativo di oscurare le telecamere», simbolo del «modo di fare spocchioso di un Paese in cui la politica è abituata a controllare chi indaga».

La frase di Alex Farinelli

Ma andiamo con ordine. Il 26 gennaio, Palazzo Chigi ha fatto sapere di avere deciso «di subordinare il rientro in Svizzera dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune». La stessa sera, durante la puntata di 60 Minuti della RSI, Farinelli ha commentato: «Io penso che a questa, che non è più una provocazione ma è un attacco frontale, bisogna rispondere in maniera molto chiara. Dicendo che noi non ci facciamo ricattare da un altro Paese. Se l'ambasciatore italiano deve restare a Roma, per me può stare a mangiare la pasta all'amatriciana ancora per qualche settimana. Fintanto che il Governo avrà capito che tra Stati non si lavora così. Un'ingerenza di questo tipo in cui, di fatto, si subordina la riapertura delle relazioni diplomatiche ordinarie a un'intromissione in indagini giudiziarie è semplicemente inaccettabile».

Il servizio su Rai 3

L'inviato di Lo Stato delle Cose, Enrico Lupino chiede di Alex Farinelli per le strade di Comano. Il tutto viene ripreso a distanza dall'operatore. Non vengono mostrati i volti di chi risponde alle domande, ma si sentono le voci. «Farinelli non c'è, dicono. O non vuole farsi trovare. Chissà perché», commenta il giornalista. Il quale prova a telefonare al consigliere nazionale, ma parte la segreteria. «E pochi minuti dopo...», dice la voce di Lupino. Il servizio prosegue con il controllo alla troupe della Rai da parte di una pattuglia della Polizia del Vedeggio. I volti degli agenti vengono oscurati e la voce modificata. Segue il controllo dei documenti e del «tesserino» da giornalista. «Stavamo cercando l'ex sindaco, non credo sia un reato, no?», domanda l'inviato. «Dipende, se diventa stalking sì», risponde il poliziotto. Il quale parla di «un nuovo reato» ma non fornisce spiegazioni sul «come si configura», perché «dobbiamo ancora studiarlo». L'agente chiede di poter vedere le riprese «effettuate il giorno precedente» perché «è un po' strana la cosa, e magari ci sono dati sensibili che potrebbero essere stati ripresi contro la volontà della persona» (non è noto se siano stati in seguito mostrati i video, ndr.). Il tutto si conclude con una stretta di mano e ringraziamenti.

«Due persone che avevano destato sospetto»

Ci siamo rivolti alla Polizia del Vedeggio per un commento. La risposta è arrivata direttamente dal comandante del corpo intercomunale, Alex Serfilippi: «Preso atto della vostra richiesta d’informazioni, vi confermiamo che una pattuglia ha svolto domenica a Comano un controllo di due persone che avevano destato sospetto. Il controllo è avvenuto seguendo le regole di polizia e con la collaborazione degli interessati».

«Non sono stato io a mandarli»

Abbiamo contattato anche Alex Farinelli, il quale ha precisato di non essere stato lui a chiamare la Polizia. Lo scorso fine settimana non si trovava neppure a Comano. Tant'è che, quando una persona gli telefona per avvisarlo che «ci sono due giornalisti della Rai che lo cercano» — come si vede nel servizio mandato in onda — proprio quest'ultima al cellulare dice «ah, sei via. Ok, buona giornata».

«Il giornalista della Rai mi ha mandato un messaggio, domenica pomeriggio, chiedendomi "un commento sulla decisione di Berna di formare un team investigativo con l'Italia sulla vicenda di Crans-Montana". Ho risposto lunedì mattina di "non avere commenti particolari da fare in merito a eventuali decisioni del Canton Vallese"», chiarisce il consigliere nazionale (i messaggi vengono mostrati anche nel servizio, ndr.). Farinelli aggiunge anche che «forse qualcuno in paese si sarà insospettito dalla presenza di due sconosciuti che giravano per Comano da due giorni». Ma non sa assolutamente se e chi abbia richiesto l'intervento della pattuglia per un controllo.

Da nostre informazioni, pare che il giornalista abbia inizialmente dichiarato di «stare effettuando un servizio sul Carnevale». Da qui, l'indicazione di una signora al giornalista alla ricerca di Farinelli: «Stanno montando il palo della cuccagna (in vista del urSgarbelée, ndr.), magari è lì».

In questo articolo: