L'altalena delle responsabilità: scontro tra Capriasca e Cantone

Capriasca potrebbe scrivere un romanzo a puntate sulla vicenda (disgraziata, aggiungiamo noi) dell’altalena panoramica installata al Crocione, che per la seconda volta è stata segata in due qualche settimana fa da qualcuno tramite, si presume, una motosega. Questa storia però non vede coinvolte solo due parti, ossia chi ha tranciato di netto le quattro gambe della struttura di legno e il Municipio, che ha già sporto due volte denuncia. Stando a nostre verifiche il malcontento non è circoscritto solo a livello locale, bensì anche il Cantone si è opposto alla costruzione dell’altalena (con strumenti decisamente meno brutali). L’Ufficio domande di costruzione (UDC) ha infatti inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato contro la licenza edilizia rilasciata dallo stesso Municipio di Capriasca. Il motivo? La zona su cui è stata costruita l’altalena panoramica non è edificabile.
Preavviso negativo
La struttura in legno è stata posata per la prima volta a maggio dell’anno scorso in una zona di proprietà del patriziato di Cagiallo. Dopo il primo «abbattimento», il 16 agosto spunta sul Foglio ufficiale una domanda di costruzione a posteriori per la posa sia dell’altalena che di un impianto di videosorveglianza. Qualche settimana fa la struttura è stata segata nuovamente in due, mentre la telecamera è stata prima oscurata e poi spaccata. Il malcontento, come detto, è però presente da più parti: il primo a livello locale, palesato con i gesti reiterati di colui che trancia di netto la struttura, il secondo a livello istituzionale, con il ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’UDC. L’Ufficio, infatti, aveva dato preavviso negativo alla domanda di costruzione a posteriori inoltrata dal Municipio perché l’altalena è stata installata su una zona non edificabile.
Interpretazioni giuridiche
Il Comune, però, aveva rilasciato lo stesso la licenza edilizia facendo leva sull’articolo 7 della Legge edilizia, che al secondo capoverso recita così: «L’avviso del Dipartimento vincola il Municipio nella misura in cui è negativo. Resta riservato il caso in cui la licenza edilizia è chiesta dal Municipio per il Comune». Ed è proprio questo punto che è stato contestato dall’UDC, secondo cui il Municipio di Capriasca non avrebbe potuto far valere l’eccezione. In ogni caso, spetterà al Consiglio di Stato stabilire quale delle due è l’interpretazione giuridica corretta. In ogni caso, essendoci una procedura in corso, il Cantone non ha rilasciato dichiarazioni.
Silenzio stampa
Nonostante si tratti di una vicenda abbastanza semplice, visto l’oggetto al centro dell’attenzione, e che a tratti potrebbe anche far sorridere, in Capriasca il «caso altalena» non ha fatto dormire sonni tranquilli neppure il Comune. Lo dimostra la difficoltà con cui ci siamo scontrati nel ricevere risposte ad alcuni interrogativi aperti. Uno su tutto, come mai è stata necessaria una licenza edilizia in sanatoria? In ogni caso, negli scorsi giorni lo stesso Esecutivo si è trincerato dietro i no comment e, dopo averne discusso in seduta lunedì sera, ha deciso di non rilasciare nessuna dichiarazione in merito.
Di competenze ed eccezioni
La costruzione fuori delle zone edificabili è disciplinata in larga misura dal diritto federale. Stando a quanto riportato sul sito del Cantone, «l’UDC è l’unica autorità competente a decidere se i progetti edilizi all’infuori delle zone edificabili sono conformi alla zona o se può essere autorizzata un’eccezione».

