Lavizzara, niente ciclopista: «Troppo cara e poco interessante»

Prolungare fino a Peccia la pista ciclabile della Vallemaggia comporterebbe costi eccessivi per rapporto al numero di potenziali utilizzatori sia residenti nella regione, sia turisti. Così la pensa il Consiglio di Stato riguardo alla proposta di aggiungere 10 chilometri ai 35 attuali del percorso che da Locarno porta fino a Cavergno. Proposta avanzata dal granconsigliere Andrea Rigamonti (PLR) attraverso un’interrogazione sottoscritta da dieci suoi colleghi di varie formazioni politiche. Si tratta di un atto con il quale i deputati si prefiggevano di aiutare il territorio alluvionato dell’alta Valle Maggia creando delle condizioni quadro stabili e sostenibili per il rilancio socioeconomico della regione.
Parecchie criticità
Un intento senza dubbi lodevole, ma che secondo il Governo cantonale si scontra con la realtà dei fatti. «L’ipotesi di un prolungamento dell’attuale percorso della Vallemaggia, da Cavergno al paese di Peccia, non è stata mai contemplata nel concetto di rete ciclabile elaborato dalle diverse generazioni del Programma d’agglomerato del Locarnese, in quanto non ritenuta strategica e prioritaria per l’agglomerato, nonché di difficile realizzazione», premette il Consiglio di Stato, che poi spiega i motivi del suo giudizio negativo in merito alla proposta dei firmatari dell’interrogazione.
Il prolungamento fino a Peccia della pista ciclabile richiederebbe la costruzione di tre passerelle, la messa in sicurezza dei tornanti di Brontallo e l’adeguamento del calibro della strada cantonale. Le elevate pendenze (in media del 4%), l’assenza di punti di interesse di un certo rilievo, l’impossibilità di realizzare una carreggiata unica con corsie ciclabili, nonché l’importanza degli interventi necessari fanno sì che il percorso ha una limitata potenzialità d’utenza con dei costi infrastrutturali elevati per la sua realizzazione.
Sistemare le vie «lente»
«Pertanto, il collegamento risulta poco attrattivo, sia per i residenti della regione sia per i turisti, con un conseguente rapporto costi-benefici sfavorevole», conclude il Governo, rilevando che, al contrario, l’attuale pista ciclabile tra Locarno e Cavergno consente di mantenere pendenze regolari - grazie al fatto di sfruttare in gran parte il tracciato dell’ex ferrovia Valmaggina - e di servire in modo capillare i punti di interesse della Vallemaggia.
Due caratteristiche che ne giustificano la valenza regionale sia utilitaria, sia di svago. Il giudizio negativo sul possibile prolungamento della pista ciclabile non significa che in Lavizzara non si interverrà a favore della mobilità lenta.
I percorsi danneggiati dall’alluvione, precisa ancora il Governo, saranno ripristinati conformemente alle norme vigenti per garantirne la piena fruibilità, migliorando l’attrattiva e la sicurezza degli spostamenti a piedi e in bicicletta in Val Lavizzara.
Resta aperta una porticina
Oltre al fatto che sull’eventualità di prolungare la pista ciclabile della Vallemaggia fino a Peccia è pendente anche una mozione che ha come primo firmatario sempre Rigamonti, il Consiglio di Stato nella risposta all’interrogazione interpartitica lascia aperta una porticina: se il prolungo di dieci chilometri in Lavizzara dell’attuale percorso per biciclette dovesse prendere avvio a livello locale, il Gruppo tecnico istituito per coordinare gli interventi di ripristino dopo l’alluvione dell’estate 2024 sarebbe pronto a fornire il necessario supporto.

