Ticino

Legge Polizia, «approfondiremo ogni possibilità per fare ricorso»

Il giurista Martino Colombo conferma che l'MpS si sta muovendo in questa direzione e non intende «gettare la spugna»
©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
24.04.2026 12:00

Si fa sempre più probabile il ricorso al Tribunale federale sulla revisione totale della Legge sulla Polizia approvata all'inizio di questa settimana in Gran Consiglio. Come riferito negli scorsi giorni, infatti, l'MpS (molto critico in aula nei confronti della nuova norma) ha sin da subito deciso di valutare tale possibilità. E, dopo una riunione svoltasi ieri sera, ha deciso di proseguire in questa direzione. 

«Gli emendamenti presentati in aula non erano stati fatti pro-forma», afferma da noi contattato Martino Colombo, giurista e consigliere comunale a Bellinzona dell'MpS. «Li abbiamo proposti perché pensiamo che questa legge non vada bene, e vorremmo migliorarla e tutelare maggiormente i cittadini». In tal senso, aggiunge, «noi non ci fermiamo sicuramente con la bocciatura degli emendamenti». Come dire: la battaglia prosegue. «Stiamo approfondendo il materiale legislativo e le sentenze del Tribunale federale per costruire il ricorso. Dire già oggi se faremo effettivamente questo passo non è ancora possibile poiché ci sono ancora importanti valutazioni di ordine giuridico da fare. E questo anche perché il TF si è confrontato più volte con le leggi di Polizia di altri Cantoni». Insomma, la questione è ancora tutta da approfondire. Ma, assicura Colombo, «non abbiamo gettato la spugna dopo il voto del Parlamento e approfondiremo quindi ogni possibilità per fare ricorso». Ciò, aggiunge poi il giurista, «anche dopo le parole espresse da Claudio Zali in aula, che hanno certificato la non unanimità su questa legge anche in seno al Governo». Parole che, rileva Colombo, «la dicono lunga sul malumore attorno a questa legge». 

I punti critici della Legge che saranno approfonditi «riguardano in particolare le azioni preventive di Polizia: dalla custodia, alla trattenuta dei minorenni, alla gestione cantonale delle minacce, fino alla possibilità di accollare i costi della sicurezza agli organizzatori di manifestazioni ideali (ndr. ossia di natura politica)». Insomma, gli approfondimenti del giurista seguiranno le criticità già evidenziate in aula da vari schieramenti politici (MpS, PS, Verdi e PC) tramite gli emendamenti. Dal punto di vista delle tempistiche, questo lavoro potrebbe richiedere alcuni mesi. In ogni caso bisognerà attendere la pubblicazione della Legge sul bollettino ufficiale e poi il termine di referendum. 

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