Bellinzona

«L'intitolazione di una via al vescovo Giuseppe Torti va revocata»

Il prelato, secondo quanto ammesso dalla Diocesi nel 2023, fu responsabile della distruzione di documenti riguardanti possibili abusi sessuali commessi da chierici in Ticino – Una mozione di Sara Nisi (Verdi-FA-Indipendenti) e Alberto Casari (Unità di sinistra) chiede un nuovo nome
©Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
21.07.2026 20:00

«Fu monsignor Giuseppe Torti a decidere la distruzione dei documenti». Così - rispondendo a quanto emerso da un ampio rapporto pubblicato dall'Università di Zurigo - la diocesi di Lugano ammetteva, a settembre 2023, le proprie responsabilità nella passata cancellazione, dagli archivi, di ogni testimonianza scritta sui possibili abusi sessuali commessi da chierici in Ticino. Perché Torti lo fece, e perché non si preoccupò che fosse rispettato il canone sulla conservazione delle sentenze e sulla stesura di una sintesi delle carte distrutte - avevamo scritto allora - rimane senza risposta. Ma tre anni più tardi, a Bellinzona, qualcuno chiede che l'intitolazione di una strada al prelato - via Giuseppe Torti, appunto - sia revocata. In una mozione presentata nelle scorse ore, Sara Nisi (Verdi-FA-Indipendenti) e Alberto Casari (Unità di sinistra) fanno notare come i nomi delle strade non siano semplici indicazioni geografiche, ma «luoghi della memoria e strumenti attraverso i quali una comunità decide chi onorare nello spazio pubblico». Di qui la necessità di riesaminare tali intitolazioni nel caso emergano «elementi storici incompatibili con i valori che le istituzioni intendono promuovere e trasmettere alle future generazioni».

«Al di là delle valutazioni sulle intenzioni personali di monsignor Torti, la distruzione deliberata di documentazione riguardante casi riservati non può essere considerata una semplice scelta amministrativa», si legge nell'atto parlamentare. «Essa ha avuto l'effetto di ostacolare successive verifiche storiche e istituzionali, limitando la possibilità di accertare fatti, responsabilità e modalità di gestione di vicende particolarmente gravi». Secondo Nisi e Casari, azioni simili si scontrano con i principi di «trasparenza, responsabilità e tutela delle persone più vulnerabili che una comunità democratica è chiamata a difendere».

In attesa di approvazione, la mozione prevede che il Consiglio comunale incarichi il Municipio di revocare l'intitolazione di via Giuseppe Torti, presentando una proposta di nuova denominazione per la strada. «La scelta di monsignor Torti di autorizzare la distruzione di documenti concernenti casi riservati costituisce un elemento di rilevanza pubblica tale da rendere problematica la permanenza di tale riconoscimento onorifico da parte della Città».

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