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Lugano, politici e CdA: Commissione divisa in tre

Il nuovo regolamento delle società partecipate continua a dividere i vari partiti – Ora sul tavolo della Commissione speciale ci sono ben tre rapporti: a quelli di Natalia Ferrara (PLR) e di progressisti e UDC si è aggiunta la proposta della Lega – Si cerca di scendere almeno a due
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
02.04.2026 06:00

A Lugano ci si avvicina al giro di boa di metà legislatura. In città, vari dossier sono finalmente partiti o si stanno avviando verso la conclusione (si pensi per esempio alla Città della Musica o il PSE), altri invece sono ancora in una sorta di limbo: tra questi il Campo Marzio Nord, la cui base pianificatoria è al vaglio del Cantone, e, soprattutto, il regolamento delle società partecipate della Città, cioè le società e gli enti controllati dalla Città. Sarà valido per AIL, Lugano Next, Avilù, Casinò Lugano, Società Funicolare Cassarate-Monte Brè, TPL e Verzasca.

Da inizio legislatura, il dossier è sulla scrivania della (nuova) Commissione speciale incaricata di esprimersi sul regolamento proposto dal Municipio nel 2018 e, a dimostrazione di come il tema sia capace di dividere e non poco la politica, un accordo politico – come avevamo riferito la scorsa estate – ancora non c’è. Da due, conferma al CdT la presidente Natalia Ferrara (PLR), si è ora arrivati a tre proposte sul tavolo. Al rapporto della stessa Ferrara (una proposta ex novo) e a quello che fa capo all’insolita alleanza progressisti (in cui si propone in estrema sintesi di riprendere, aggiornandolo, il rapporto di Fulvio Pelli firmato nella scorsa legislatura ma mai votato in Consiglio comunale) si è infatti aggiunto un terzo rapporto della Lega, partito che da sempre ha criticato uno dei punti della proposta municipale, ossia l’incompatibilità della carica di consigliere comunale con quella di membro di CdA delle partecipate. L’obiettivo, per ora, è arrivare perlomeno a due rapporti: uno condiviso da contrapporre a quello leghista.

Più facile a dirsi che a farsi. La proposta di una nuova governance risale ormai al 2012: Roberto Badaracco, Michele Bertini, Giordano Macchi e Giovanna Viscardi avevano inoltrato una mozione per un nuovo regolamento delle società detenute da Palazzo civico. Tra le richieste, anche garantire un equilibrio tra politici e tecnici. La proposta era stata accolta nel 2018 e il Municipio aveva impiegato i successivi cinque anni per allestire un regolamento, che era poi finito sul tavolo della Commissione speciale. Questa, nell’aprile del 2024, aveva allestito un rapporto (relatore Fulvio Pelli) – condiviso, seppure con diverse firme con riserva da parte di Centro, Lega e UDC –, che aveva fatto propria la proposta del Municipio di rendere incompatibile la carica di consigliere comunale con quella di membro del CdA (ciò non vale per i municipali) e bocciando quella di imporre un limite di 70 anni.

Con l’incompatibilità consigliere comunale-membro di CdA, sei consiglieri comunali del movimento di via Monte Boglia e due del Centro dovrebbero lasciare il loro posto di amministratori in AIL, Lugano Next e TPL, un liberale radicale dovrebbe rinunciare al posto in Lugano Next. Il PS, per scelta, non designa invece più membri del Legislativo nelle partecipate.

L’ultimo rinnovo

Il tema è in attesa di una soluzione da ormai quattordici anni e regolarmente non smette di far discutere. Lo ha dimostrato anche la «bagarre» in Consiglio comunale del maggio 2025, quando all’ordine del giorno c’era il rinnovo dei rappresentanti della Città nel consiglio d’amministrazione delle AIL. Un rinnovo conclusosi con la nomina di Filippo Lombardi (designato dal Municipio), Mario Antonini, Fabio Forrer (proposti dal PLR), Lukas Bernasconi (Lega), Marco Chiesa (UDC) per cui è stato necessario il secondo turno, Paolo Beltraminelli (Centro) e Filippo Zanetti (Sinistra). Due municipali nel CdA: una situazione rara e fortemente criticata da alcuni, soprattutto per il fatto che i democentristi hanno puntato su Chiesa (inizialmente il nome era quello di Tiziano Galeazzi) dopo che l’Esecutivo aveva deciso di riproporre Lombardi. Questo nonostante il fatto che lo stesso municipale del Centro, avendo raggiunto i sessantanove anni, potrebbe restare in carica solo un altro anno, come da statuto delle AIL.

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