Mario Branda: «Portare l'opposizione in Governo è un ossimoro»

Voterà PS, «questo è fuori discussione». Ma la lista con cui il suo partito correrà per il Consiglio di Stato non lo convince. Anzi. Mario Branda, sindaco socialista di Bellinzona, non nasconde le proprie riserve sull'alleanza con Verdi e MpS in vista delle elezioni cantonali del prossimo aprile. E in un'intervista a Ticinonews prende di mira soprattutto la presenza del Movimento per il socialismo.
La lista unitaria, costruita sulla formula «2+2+1», schiera per il PS la consigliera di Stato uscente Marina Carobbio Guscetti e la municipale di Locarno Nancy Lunghi, per i Verdi la consigliera nazionale Greta Gysin e Rocco Vitale, per l'MpS il granconsigliere Matteo Pronzini. Branda si sente rappresentato? «Sicuramente da Marina Carobbio e da Nancy Lunghi, decisamente meno per quanto riguarda la presenza dei rappresentanti dell'MpS».
«Un partito molto piccolo»
Il sindaco ricorda di non aver mai fatto mistero della sua contrarietà: un'alleanza con questa forza politica, dice, «non mi pare nell'interesse del nostro partito». I rapporti di forza esistenti, sostiene, «non possono essere cambiati con una piccola operazione di carattere elettorale», ma richiederebbero riflessioni e modalità d'intervento diverse.
L'argomento del fronte comune contro un governo spostato a destra non basta. Unire le forze sì, «dove è possibile, dove questo ha un senso». Nel caso specifico, però, «non credo che l'alleanza con l'MpS ci porti a grandi risultati. È un partito comunque molto piccolo. Se da oltre vent'anni fa fatica a raggiungere il 2%, penso che vi siano anche dei motivi».
Il timore, per Branda, è anche elettorale. Mentre la popolazione si sposta a destra, «lasciando peraltro libera una prateria al centro», il PS «si schiaccia in un angolino». E «temo che vi saranno anche molti elettori che faranno fatica a votare questa lista», proprio per la presenza di forze nelle quali «manifestamente non si riconoscono». Il sindaco aggiunge che l'alleanza sarebbe stata «in qualche modo imposta o quantomeno sollecitata dai Verdi», con l'obiettivo di conquistare un secondo seggio in governo: un traguardo che giudica «francamente velleitario».
«Meglio correre da soli»
Sulla stessa linea dell'ex presidente del PS Saverio Lurati, Branda ritiene che «a queste condizioni sarebbe stato meglio correre da soli», profilandosi per ciò che il partito è. Anche perché, rivendica, in questa legislatura il PS «ha fatto anche delle buone cose», dai salari minimi al tema della cassa malati. L'alleanza rischia di «non dico sprecare, ma relativizzare questo buon lavoro».
E Amalia Mirante, sostenuta quattro anni fa sulla lista PS, Branda prende le distanze: «Non condivido le scelte di Amalia Mirante, specialmente quelle fatte negli ultimi anni», e nemmeno il suo orientamento generale. Ma nel partito, osserva, «convivono molte anime» e questa varietà «andrebbe considerata di più».
«Il governo è fatto per governare»
Astio personale, dopo anni di opposizione dell'MpS al Municipio di Bellinzona? Branda lo esclude: che il movimento non sostenga l'azione dell'Esecutivo cittadino «fa parte del dibattito politico». Il punto, dice, è la distanza che «fino a pochi mesi fa» separava PS e MpS: «Spesso comparivamo come gli avversari, se non gli avversari principali». Da qui i dubbi su come Carobbio Guscetti e Lunghi potranno confrontarsi con Pronzini «da posizioni completamente diverse». E la stoccata finale: «Mi pare un ossimoro portare l'opposizione all'interno del governo. Il governo è fatto per governare, per far andare avanti le cose». A meno, aggiunge, che l'approccio non vada inteso «come un tentativo di scardinare il sistema istituzionale».
Il suo voto, comunque, non è in discussione. «Però bisognerà stare attenti a quello che effettivamente accadrà il prossimo aprile».

