Materiale pirotecnico nei locali chiusi, Zali: «Presto anche in Ticino arriverà un divieto esplicito»

L'incendio avvenuto la notte di Capodanno all'interno del bar Le Constellation a Crans-Montana, costato la vita a quaranta persone, ha portato al centro dell'attenzione pubblica il tema della sicurezza antincendio. Le autorità cantonali elvetiche hanno reagito in maniera diversa, con il Canton Vallese che ha subito deciso di vietare l'uso di articoli pirotecnici all'interno degli esercizi pubblici. Anche il Canton Vaud ha scelto di inasprire i controlli, mentre i Grigioni – per ora – non prevedono alcuna modifica alle leggi cantonali. E il Ticino? Il Dipartimento del territorio ha tenuto una conferenza stampa questa mattina. «Questo momento», ha detto il consigliere di Stato Claudio Zali, «si apre con la doverosa testimonianza della commozione per la perdita di giovani vite e per l’immane sofferenza che ha colpito tutte le vittime e le loro famiglie. E proprio per rispetto verso di loro è compito dell’autorità avviare una procedura di miglioramento».
Della Casa: «Dal 2024 c'è la nuova legge sulla protezione antincendio»
In seguito ha preso la parola Fabio Della Casa, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA) in rappresentanza della Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino (CAT). «In Ticino», ha spiegato, «dal 2024 è entrata in vigore la nuova legge sulla protezione antincendio. I regolamenti sono stati elaborati con specialisti e si basano sulla prevenzione sulle prescrizioni vincolanti dal concordato intercantonale. Tali prescrizioni sono strutturate in due documenti: quello A dice cosa devo fare, con tutte le direttive legate all’obbligo delle misure da eseguire, mentre in quello B ci sono degli accorgimenti di supporto e viene spiegato come devono essere eseguite queste misure». Quale novità della nuova Legge «c’è stata l’introduzione dell'obbligo di controlli periodici a scadenza regolare». Un ruolo importante «è quello della garanzia della qualità nella protezione. In questo senso, una figura essenziale è quella dell'esperto, che deve garantire durante la fase di progettazione e realizzazione che tutte le misure antincendio siano state implementate. Successivamente, dovrà rilasciare un certificato di collaudo che permette l’abitabilità della costruzione. A livello cantonale questa procedura funziona molto bene».
Zali: «Verso un divieto esplicito»
Riprendendo la parola, Zali ha detto che «è facile ipotizzare che presto arriverà anche in Ticino il divieto esplicito di utilizzare materiale pirotecnico in locali chiusi. Per regolamento verranno fissati controlli più frequenti rispetto a quanto previsto oggi dalle norme antincendio, con sanzioni più pesanti in caso di mancato rispetto delle regole». Inoltre, ha aggiunto, «si è già deciso di intensificare i controlli ed è anche stato disposto un richiamo dei dossier autorizzativi degli esercizi per dare un’occhiata con uno sguardo più critico». Valutando la situazione, l'attuale quadro legislativo consente al Consiglio di Stato di adottare modifiche in via di regolamento. Il Governo ha anche deciso che il settore «necessita di una maggiore attenzione e ha condiviso il principio che vengano stanziate delle risorse supplementari affinché possa dotarsi di risorse umane atte a potenziare la capacità di intervento in questo settore». Un altro campo su cui bisogna lavorare, ha continuato il consigliere di Stato, «è quello della sensibilizzazione della comunicazione con tutti gli attori del territorio che presentano questo rischio di potenziale incendio. Per questo, aggiorneremo un vademecum da trasmettere a tutti gli esercizi pubblici e agli affittacamere. Lavoreremo inoltre per intensificare il coordinamento tra polizie e organizzatori di grandi eventi. Con maggiore calma, valuteremo infine le strategie disponibili per altri luoghi sensibili di uso pubblico». Durante il suo intervento Zali ha anche sottolineato come «per avere un contatto più diretto con la Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCAP), è stato modificato il regolamento sulla composizione di questa commissione e ne ho assunto la presidenza».
Rüegsegger: «Quasi 900 controlli nel 2025»
Bernadette Rüegsegger, Capo dei Servizi Generali della Polizia cantonale (DI), ha fatto il punto della situazione. «In Ticino ci sono 2'381 esercizi pubblici, di cui 32 locali notturni, 9 locali erotici, 815 esercizi con alloggio e 1'525 esercizi di ristorazione. Nel 2025 sono stati effettuati 897 controlli. Noi come servizio autorizzazione commercio giochi ne abbiamo eseguiti 536, la gendarmeria della Polizia cantonale 125 e le Polizie comunali 236. Vi sono poi i permessi speciali rilasciati dai Municipi per carnevali, Film Festival,...»
Caverzasio: «Ecco come funzionano i controlli per i Comuni»
Moreno Caverzasio, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA) in rappresentanza dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT), ha spiegato come funzionano i controlli per i Comuni. «I Municipi vigilano sull’applicazione delle misure antincendio prendendo atto della presenza dei concetti di protezione antincendio. Lo fanno controllando la presenza dell’attestato di conformità antincendio e verificando che i documenti siano stati redatti da personale formato». Per quanto riguarda le attività esistenti non soggette ad attività di controllo periodico, invece, «i Municipi possono chiedere al proprietario la valutazione della struttura. Su segnalazione di difetti dal profilo della sicurezza antincendio da parte di un tecnico riconosciuto, i Municipi ordinano l’adozione di provvedimenti atti a stabilire il rispetto delle prescrizioni».

