Mendrisiotto

Migranti indisciplinati: sospeso il progetto pilota a Pasture

Riunite questa mattina a Chiasso, autorità comunali, cantonali e federali hanno deciso di congelare il progetto test che prevedeva di creare un'area separata per i migranti che creano problemi all'interno del Centro federale d'asilo
©CdT/Gabriele Putzu
Lidia Travaini
18.02.2026 12:01

Il progetto pilota per creare un'area separata per i migranti problematici all'interno del Centro federale d'asilo di Pasture non si farà. O almeno, non subito e non come era stato presentato lo scorso dicembre. È stato deciso questa mattina a Chiasso, durante l'incontro che vedeva seduti attorno a un tavolo il segretario di Stato della migrazione Vincenzo Mascioli, Michela Crippa, responsabile in seno alla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) della regione Ticino e Svizzera centrale, i sindaci di Balerna, Chiasso e Novazzano e i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Raffaele De Rosa. Un incontro chiesto a gran voce dal Basso Mendrisiotto (sostenuto dalle autorità cantonali), regione dove la preoccupazione per quanto prospettava la SEM era emersa immediatamente. 

«Il progetto è stato congelato, in attesa di approfondimenti. È un passo nella giusta direzione», riassume da noi contattato il sindaco di Balerna Luca Pagani. La richiesta iniziale avanzata dai tre sindaci, sostenuti dai consiglieri di Stato, ci viene spiegato, è stata di «abbandonare il progetto». Dopo un confronto «schietto e diretto» - aggiunge Pagani - si è trovato il compromesso: sospendere il test (che doveva durare sei mesi e iniziare in estate) per studiare insieme soluzioni che contemplino anche la gestione all'esterno del centro di Pasture dei richiedenti d'asilo che creano problemi. Abbiamo scritto «insieme» perché una delle critiche mosse alla SEM è stata, sin da subito, l'aver preso una decisione unilaterale senza coinvolgere le autorità locali. Un modo di agire che si cercherà ora di correggere. Un nuovo incontro tra le parti è già stato messo in agenda. 

Il progetto

La sperimentazione, della durata di sei mesi, implicava, lo ricordiamo, la separazione in una zona distinta del Centro di quei migranti (solo uomini e maggiorenni) che per via del loro comportamento sopra le righe rischiano di compromettere il funzionamento dell’intera sede (ad esempio chi si rende autore di comportamenti violenti nei confronti di altri richiedenti l’asilo e dei collaboratori del Centro o chi si è reso protagonista di atti di vandalismo). A Balerna l’area era prevista all’interno del CfA stesso. 

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