Bellinzona

Minacciò con un coltello un commesso, era incapace di intendere e volere

Consegnata la perizia psichiatrica sulla 37.enne che lo scorso 30 gennaio venne fermata dagli agenti dopo avere minacciato gli impiegati di un negozio di telefonia in viale Stazione
Red. Online
15.05.2026 18:13

La 37.enne di Bellinzona, cittadina svizzera di origine turca, arrestata lo scorso 30 gennaio dopo aver minacciato con un coltello un commesso in un negozio di telefonia mobile in viale Stazione gridando più volte «Allah Akbar», sarebbe stata totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Lo stabilisce – come anticipato dalla RSI – la perizia psichiatrica disposta nell’ambito dell’inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione.

Secondo quanto riferisce l'emittente di Comano, la donna soffriva di un disturbo psichiatrico che quel giorno avrebbe provocato uno scompenso acuto, influenzando in modo determinante il suo comportamento. La perizia valuta inoltre il rischio di recidiva come medio-alto, ma esclude l’internamento. È stato invece disposto un trattamento ambulatoriale: la 37.enne ha lasciato il carcere nelle scorse settimane per essere trasferita in una clinica, dove resterà almeno fino all'inizio di luglio.

L’inchiesta è ormai alle battute finali e la procura federale potrebbe dichiararla non punibile. Tra i reati ipotizzati figurano minaccia, violenza o minaccia contro autorità e funzionari e partecipazione o sostegno a un’organizzazione criminale, nell’ambito di un possibile movente terroristico sempre negato dalla donna.

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