Il caso

«Non abbiamo rubato nulla, volevamo limitare i danni»

Luca Panizzolo si difende dalle accuse di conflitto di interessi per aver eseguito alcuni lavori a favore della Porto Regionale Locarno SA pur sedendo nel Consiglio di amministrazione - Insieme a Bruno Baeriswyl è ancora in attesa della documentazione richiesta al Municipio cittadino
La struttura nautica è stata ristrutturata e ampliata tra il 2024 e il 2025. © CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
21.04.2026 06:00

«Né io né il mio collega abbiamo rubato nulla. Abbiamo agito con urgenza, nel tentativo di limitare i danni e contenere le conseguenze di problemi che non avevamo creato noi». Luca Panizzolo non ci sta a passare per ladro. A distanza di qualche settimana dallo scoppio della bufera che lo ha travolto insieme al collega Bruno Baeriswyl (i due siedono anche nel Legislativo cittadino), ribadisce che nella vicenda del cantiere riguardante l’ampliamento del Porto Regionale di Locarno ha sempre agito con correttezza e trasparenza. Vicenda per la quale il Municipio cittadino, azionista di maggioranza della società anonima che gestisce la struttura nautica, ha deciso di estromettere Panizzolo e Baeriswyl dai vertici societari a causa dei loro «comportamenti non conformi ai principi etici e ai doveri di correttezza richiesti ai membri di un Consiglio di Amministrazione, per giunta di una società a maggioranza pubblica», come evidenziato dall’Esecutivo nella risposta del 30 marzo scorso ad una interpellanza di Francesco Albi (Sinistra Unita). Comportamenti che, nel concreto, per Panizzolo si riferiscono a dei lavori eseguiti, appunto, durante il cantiere per l’ampliamento del porto.

Lavori per 9 mila franchi

«Sulla fatturazione si è voluto montare un caso. Si tratta di 9 mila franchi (per più della metà ancora scoperti, ndr.) riferiti a lavori urgenti per rimediare, nell’immediato, a errori di progettazione all’interno di un’opera da circa 3 milioni di franchi. Una cifra modesta, se rapportata all’insieme, ma evidentemente sufficiente per costruire polemiche, insinuazioni e attacchi», prosegue Panizzolo nel suo sfogo. Operando a favore della Porto Regionale SA, si è riusciti a ridurre dai 3 milioni preventivati a circa 2,1 milioni i costi di ristrutturazione e ampliamento della struttura nautica, afferma ancora l’ex membro del CdA (nel frattempo si è dimesso dalla carica che aveva in rappresentanza dei soci privati). Un lavoro svolto insieme a Baeriswyl all’interno della sottocommissione Costruzioni, istituita dai rinnovati vertici della società per analizzare da vicino la situazione dei lavori di ampliamento della struttura. Se per Panizzolo l’importo contestato è di 9 mila franchi, per Baeriswyl ammonta a circa 15 mila franchi (anche in questo caso in parte ancora scoperti) per aver svolto mansioni legate alla direzione del cantiere. «Il mio collega di CdA ed io abbiamo sempre informato chi di dovere, sia tramite e-mail, sia via telefono», argomenta sempre Panizzolo.

L'assemblea con l'estromissione dei due membri del CdA finiti nella bufera è convocata per l'11 giugno

Trasparenza, le tesi divergono

Questa sua tesi è tuttavia rigettata da Palazzo Marcacci che, in base all’analisi della documentazione della SA a maggioranza pubblica, ha riscontrato diverse criticità riguardo a questo aspetto. «Il corretto modus operandi - recita la risposta alla citata interpellanza - sarebbe quello, prima dell’esecuzione dell’incarico, che lo stesso venga formalizzato in sede di CdA, che la persona a rischio di conflitto d’interesse si astenga dal votare la trattanda, e dunque rinunci automaticamente a votare l’assegnazione del lavoro a sé stessa». L’Esecutivo evidenzia inoltre che «all’interno del CdA dovrebbe essere discusso se vi siano forniture e prestazioni paragonabili presso altre entità e, in caso di mandati con importi significativi, andrebbero chieste offerte comparative prima di, eventualmente e se del caso, assegnare l’incarico al membro del CdA o a persone vicine ad esso. Gli approfondimenti svolti dimostrano che non sempre questa procedura è stata seguita. Ribadiamo comunque che il Municipio ritiene che un rappresentante della Città in un ente esterno non dovrebbe assumere alcun mandato remunerato». Elementi che hanno convinto il Municipio a dichiarare che «non sussistano più le condizioni di fiducia necessarie» per la prosecuzione del mandato dei due membri del CdA finiti nella bufera.

Richiesta sempre pendente

Proprio per chiarire la posizione diametralmente opposta su come si sarebbero prese le decisioni in seno al CdA della Porto Regionale, Panizzolo e Baeriswyl - patrocinati dall’avvocato Vittorio Mariotti - chiedono di poter avere accesso alla documentazione sulla scorta della quale è stata presa la decisione di estrometterli dal CdA della Porto Regionale SA. Richiesta inoltrata lo scorso 31 marzo e che è tuttora pendente. Intanto è stata fissata per il prossimo 11 giugno la data dell’assemblea della Porto Regionale SA. Assemblea durante la quale è previsto il rinnovo del CdA con l’estromissione di Panizzolo e Baeriswyl e la presidenza assunta da un rappresentante della Città.

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