Non ci sarà un Campione “di Svizzera”

Malgrado i debiti accumulati dal casinò, secondo il sindaco Salmoiraghi non esiste la possibilità di una annessione alla Confederazione
Paolo Gianinazzi
13.07.2017 06:00

CAMPIONE D'ITALIA - Campione d'Italia (Vedi Suggeriti) è sull'orlo del baratro. Il casinò – di proprietà pubblica – ha accumulato debiti per 106 milioni di franchi, mentre quelli del Comune oltrepassano i 30. In totale si arriva a 140 milioni e l'amministrazione comunale non ha neppure abbastanza liquidità per pagare gli stipendi (questo mese non sono ancora stati versati). Il commissariamento è un rischio reale e – inutile girarci attorno – in paese (ma non solo) c'è chi con un po' di disperazione guarda verso l'altra sponda del lago. Guarda verso l'altra sponda e vede la costa di San Martino, fino al 5 ottobre 1861 proprietà di Campione e poi ceduta alla Svizzera. «Se quella sponda è diventata Ticino, perché a questo punto – vista l'aria che tira – non far lo stesso anche con questa?».

Abbiamo girato la domanda al sindaco Roberto Salmoiraghi. Esiste la possibilità che Campione chieda l'annessione alla Svizzera qualora crollasse il casinò? Avrebbe ancora senso essere un'enclave? La risposta è stata categorica: «No». «No perché – spiega il sindaco – anzitutto nessuno vuole chiudere il casinò. E poi perché a noi piace avere, come piccola comunità, la nostra identità e la nostra storia. Certo, sarebbe auspicabile avere rapporti ancora più intensi con la Svizzera e il Ticino (ma con i debiti che abbiamo non è certo facile), ma la nostra identità è nostra e non ci vogliamo rinunciare». 

Tutti i dettagli a pagina 11 del CdT di oggi.