Per affrontare le sfide attuali l’USI ha scelto un medico

Partiamo dalla notizia: l’Università della Svizzera italiana ha un nuovo rettore. E ci arriveremo, ovviamente, anche se nessuno - per ora - ha voluto rilasciare dichiarazioni, al di fuori di quelle contenute nel comunicato. Ma oggi è doveroso anche ricordare come si sia arrivati fin qui. Per farlo, bisogna fare un salto, piuttosto ampio - ma neppure troppo, in fondo -, a ritroso, all’aprile del 2022. «Il Consiglio dell’Università della Svizzera italiana e il rettore dell’USI Boas Erez hanno deciso di comune accordo che la funzione di rettore di quest’ultimo prenderà fine il prossimo 9 maggio». Nel comunicato si parlò di «divergenze di vedute» tra il Consiglio e il rettore di allora. Via Boas Erez, dentro Luisa Lambertini. La professoressa italiana, attiva e nota soprattutto nell’ambito della ricerca in Svizzera romanda, rappresentava tutto un altro profilo, rispetto a quello incarnato da Boas Erez. Ma la sensazione è che certe tensioni, per rapporto al Consiglio, non siano svanite, durante il suo periodo da rettrice. Periodo durato poco, pochissimo, dal 1. luglio del 2023 al 31 dicembre del 2025: due anni e mezzo. È stata lei, Luisa Lambertini, a presentare le proprie dimissioni. Ricordiamo un’intervista del maggio 2024, quando la stessa rettrice definiva il concetto di normalità in ambito accademico e sottolineava: «Normalità? Un’università la cui gestione stia del tutto al rettorato e unicamente l’alta sorveglianza al Consiglio. È un processo, e penso si debba ancora completare il lavoro in questa direzione. Stiamo cercando di tornare a questa normalità». Il suo repentino ritorno all’EPFL era stato quindi interpretato come il segnale di un processo - quello di cui parlava lei stessa - lungi dall’essersi completato.
E siamo arrivati al presente. La notizia era da giorni nell’aria. Ma se sembrava ormai chiaro il profilo ideale del nuovo rettore, c’era qualche incertezza in più sul nome. Un medico, si diceva. E il nome di Claudio Bassetti era affiorato sul finale, pur tra altri. Eppure il curriculum del professor Bassetti è di tutto rispetto. Riportiamo quanto indicato dal comunicato dell’USI: «Nato e cresciuto in Ticino, Claudio Bassetti è un neurologo con oltre 30 anni di esperienza clinica, accademica e manageriale. È attualmente decano della Facoltà di medicina dell’Università di Berna e dal 2024 anche direttore della Ricerca e Insegnamento (DLF) presso l’Inselspital di Berna come membro votante della direzione generale». Questo il suo profilo, in breve. Poi, nel dettaglio, viene spiegato che è nato a Bellinzona nel 1958, che ha lavorato in ambito accademico a Zurigo, prima di ricoprire il ruolo di primario del servizio di Neurologia dell’Ospedale Regionale di Lugano (EOC) e di fondare e dirigere il Neurocentro della Svizzera italiana. Si è poi trasferito a Berna nel 2012. Leggiamo sempre nel comunicato dell’USI che «nella doppia funzione come Decano e direttore del DLF dell’Inselspital, Claudio Bassetti si è impegnato instancabilmente per rafforzare la collaborazione tra l’Università e l’Ospedale, promuovendo l’eccellenza nella cura, nell’insegnamento e nella ricerca». Una nota, questa, che appare decisiva nella scelta, oggi, da parte dell’Università della Svizzera italiana, nell’ottica in particolare dello sviluppo della ricerca in ambito biomedico e verso il concetto di ospedale universitario. Nel 2018, Bassetti è stato eletto membro dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche. È poi membro del CdA dell’EOC e del Consiglio di Fondazione dell’Istituto di ricerca in biomedicina. Certo, è nell’anno del 68. compleanno, e questo può far pensare soprattutto in una prospettiva disegnata sul lungo periodo. L’età potrebbe essere un argomento su cui discutere, lunedì, con la presidente del Consiglio dell’USI, Monica Duca Widmer, che sarà a disposizione della stampa, al pari dello stesso professor Bassetti.
Per il momento, Monica Duca Widmer si è limitata a un breve statement riportato nel comunicato dell’USI: «Siamo molto soddisfatti dell’esito di questo processo di selezione (con candidature che comprendevano numerose figure di alto livello, viene aggiunto nella nota, ndr). La nomina del professor Claudio Bassetti rappresenta una scelta di grande valore per l’USI sia per il suo eccellente profilo scientifico, sia per la sua consolidata esperienza manageriale. Siamo lieti di poter presentare i nuovi vertici dell’Università, che sapranno guidare l’USI nel definire una visione condivisa per affrontare le sfide dei prossimi anni». Non è un caso se la presidente parla proprio di «visione condivisa», viste le tensioni emerse nel recente passato. L’USI ha riportato anche una dichiarazione del rettore ad interim Gabriele Balbi, che dal 1. gennaio ha garantito la continuità dei lavori nell’ateneo. «Con questa nomina si chiude una fase particolare per l’USI, una fase che ho avuto l’onore di guidare con i colleghi di rettorato. Il periodo di interimato è stato intenso e positivo: grazie al lavoro condiviso con l’intera comunità universitaria, l’ateneo ha continuato a portare avanti con determinazione i propri progetti e le proprie priorità. In questi mesi, abbiamo conseguito risultati significativi». Tra questi, cita l’approvazione dei principi della riforma del personale accademico e l’introduzione di misure a sostegno della ricerca, oltre alla selezione del nuovo direttore operativo. Tante sfide. Altre, visti i tempi di risparmio, seguiranno. Sì, sarà (anche) questo il tema del futuro per l’USI.

