Lugano

Politica e poltrone: sarà battaglia sull’incompatibilità

Tutto pronto per il dibattito sul nuovo regolamento delle società partecipate della Città Per la maggioranza, un membro del Legislativo comunale non può sedere in un CdA – Il Centro si smarca – Di diverso avviso anche la Lega, che nel rapporto di minoranza rilancia: «Si limiti a uno il numero di mandati»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
19.09.2026 06:00

Incompatibilità tra consigliere comunale e consigliere di amministrazione, nessun limite di età per la carica, più informazioni su strategie e obiettivi al Consiglio comunale, il quale eserciterà ruolo di indirizzo politico e di alta vigilanza. Sono questi i principali punti fermi sul nuovo regolamento delle società partecipate della Città di Lugano messi nero su bianco dalla maggioranza della Commissione speciale. Commissione che lunedì ha firmato gli attesi rapporti, trovando una convergenza politica, ne abbiamo riferito mercoledì, che però non deve trarre in inganno. Il dibattito si preannuncia animato. Scongiurato uno scenario con ben tre rapporti sul tavolo, la Commissione è riuscita a fare quadrato e arrivare con una proposta di maggioranza, certo, ma il documento reca la firma con riserve dei commissari del Centro, i quali Non condividono l’incompatibilità tra membro del Legislativo e membro di un CdA. Posizione condivisa dalla Lega, che ha allestito un rapporto di minoranza. Inoltre, verranno presentati diversi emendamenti (di liberali radicali e progressisti, ad esempio).

Perché sì...

Nel rapporto di maggioranza della relatrice Raide Bassi (UDC) – sottoscritto da Lorenzo Beretta-Piccoli, Benedetta Bianchetti (Centro), Natalia Ferrara, Laura Méar, Paolo Toscanelli (PLR),Carlo Zoppi (PS), Tamara Merlo (Più Donne) e Dario Petrini (Avanti con MTL) –, viene evidenziato come l’attività delle partecipate «continui a essere oggetto di un esame politico limitato e spesso frammentario». In molti casi «il Legislativo dispone di informazioni soltanto indirette o episodiche, mentre anche il Municipio fatica talvolta a esercitare in modo sistematico il proprio ruolo di indirizzo e di controllo». Pertanto, il Municipio dovrà presentare al Consiglio comunale, all’inizio di ogni legislatura, gli obiettivi strategici, imprenditoriali, finanziari, sociali e ambientali. Al termine della legislatura, il Municipio presenterà un secondo messaggio di bilancio. «In questo contesto il Consiglio Comunale potrà svolgere il proprio ruolo di indirizzo politico e di alta vigilanza». In una prima fase tali compiti saranno svolti dalla Gestione; la Commissione Speciale auspica in ogni caso la creazione di un organo permanente specializzato. Passando alle modifiche puntuali, la Commissione ha ritenuto opportuno eliminare il limite d’età di 70 anni previsto nel testo municipale, un requisito «inutilmente discriminatorio e non necessariamente indicativo delle capacità richieste per l’esercizio della funzione». Inoltre, la maggioranza ritiene che la remunerazione percepita da un municipale quale membro di un organo di una partecipata debba essere riversata alla Città, fatta eccezione per il rimborso delle spese e per i gettoni di presenza.

... e perché no

E veniamo infine alla discussa incompatibilità tra consigliere comunale e consigliere di amministrazione. Una proposta, messa sul tavolo dal Municipio, che non è condivisa da alcuni commissari (del Centro, ndr), per i quali «l’appartenenza al Legislativo non costituisce di per sé un ostacolo». La maggioranza della Commissione «ritiene tuttavia che l’introduzione di tale incompatibilità sia coerente con l’evoluzione delle migliori pratiche di governance pubblica e contribuisca a prevenire possibili situazioni di conflitto di interesse tra l’organo chiamato a esercitare l’alta vigilanza politica e l’ente partecipato che ne è oggetto». La Commissione non ha invece ritenuto opportuno estendere l’incompatibilità ai membri del Municipio (tema che tanto aveva fatto discutere in occasione del rinnovo delle cariche in AIL, ndr), «pur raccomandando che le situazioni di doppio ruolo siano limitate allo stretto necessario».

Di tutt’altro avviso la Lega: «La questione non deve essere affrontata in termini di appartenenza politica, bensì di competenza e idoneità della persona candidata», argomentano i consiglieri comunali Lucia Minotti (relatrice), Mauro Gaggini e Maruska Ortelli. Il criterio principale di selezione, scrivono, deve «essere rappresentato dalle competenze professionali, dall’esperienza, dalla disponibilità di tempo, dall’indipendenza di giudizio e dall’assenza di conflitti d’interesse. Escludere preventivamente una categoria di persone significa limitare inutilmente la possibilità di individuare i migliori profili disponibili». La minoranza della Commissione ritiene che il principale rischio per una corretta governance delle partecipate sia invece legato «all’eccessiva concentrazione di incarichi nelle mani delle medesime persone» e propone pertanto che ogni persona possa assumere un solo mandato in seno alle partecipate della Città».

Il regolamento sarà valido per AIL, Lugano Next, Avilù, Casinò Lugano, Società Funicolare Cassarate-Monte Brè, TPL e Verzasca. Nel caso in cui venisse approvata l’incompatibilità tra membro del Legislativo comunale e membro del Consiglio di amministrazione di una partecipata, sei consiglieri comunali del movimento di via Monte Boglia e due del Centro dovrebbero lasciare il loro posto di amministratori in AIL, Lugano Next e TPL, un liberale radicale dovrebbe rinunciare al posto in Lugano Next. Il PS, per scelta, non designa invece più membri del Legislativo nelle partecipate.
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