Trovata una convergenza politica sulla governance delle partecipate

È uno dei dossier più «caldi» di queste ultime due legislature, capace come pochi di dividere la politica cittadina. Ora, dopo anni di lavori, il Consiglio comunale di Lugano potrà affrontare la discussione politica sul tema della governance delle società partecipate della Città. Potrà insomma decidere se mantenere ed eventualmente come mettere mano al cosiddetto «manuale Cencelli» (banalmente, la ripartizione partitica delle cariche). Lo farà esprimendosi sui due rapporti, freschi di firma, elaborati dalla Commissione speciale.
Da tre a due
Da inizio legislatura, il dossier è sulla scrivania di questa (nuova) commissione, incaricata di esprimersi sul regolamento proposto dal Municipio nel 2018. Come appurato dal Corriere del Ticino, il gremio presieduto da Natalia Ferrara (PLR) è riuscito trovare una convergenza politica e ha sottoscritto due rapporti. Un risultato tutt’altro che scontato visto che fino a poche settimane fa, sul tavolo vi erano ben tre proposte: quella della Ferrara, quella che faceva capo a un’insolita alleanza progressisti-UDC (in cui si propone in estrema sintesi di riprendere, aggiornandolo, il rapporto di Fulvio Pelli firmato nella scorsa legislatura ma mai votato in Consiglio comunale) e quella della Lega, partito che da sempre ha criticato uno dei punti-chiave della proposta municipale, ossia l’incompatibilità della carica di consigliere comunale con quella di membro di CdA delle partecipate. L’estate ha portato consiglio, tanto che già nella seduta di martedì 8 settembre si era arrivati a due rapporti. Mancavano solo le firme, apposte entro lunedì.
Raggiunta dal CdT, Ferrara ha confermato l’avvenuta firma e si è detta «molto soddisfatta del lavoro e della raggiunta convergenza politica». Ora, prosegue la presidente della Commissione, «attendiamo che si esprima il Municipio». Proprio l’Esecutivo luganese, negli scorsi mesi, aveva addirittura valutato il ritiro del messaggio a fronte di ben tre rapporti commissionali. Ora, come detto, tutto è pronto per la discussione in Consiglio comunale. Una volta sentito il parere del Municipio, «Lugano potrà fare da precursore anche a livello cantonale», dove il tema è egualmente di attualità. «Regole e procedure – dice – non salvano tutto, ma mettono paletti chiari».
Dalle parole della presidente, come detto, traspare soddisfazione soprattutto per una convergenza politica trovata dopo mesi di discussioni, anche animate (ne avevamo riferito il 2 aprile scorso). Sul tavolo, ora, ci sono due proposte politiche: un rapporto di minoranza della Lega (relatrice Lucia Minotti), sottoscritta dagli esponenti di via Monte Boglia e uno di maggioranza dei relatori Raide Bassi (UDC) ed Edoardo Cappelletti (La Sinistra), sottoscritto da tutte le altre forze politiche rappresentate in Commissione. In ogni caso, il PLR presenterà alcuni emendamenti «ispirati» al rapporto Ferrara, poi confluito in quello di maggioranza.
Dalla proposta del 2012 a oggi
La proposta di una nuova governance per le partecipate (il regolamento sarà valido per AIL, Lugano Next, Avilù, Casinò Lugano, Società Funicolare Cassarate-Monte Brè, TPL e Verzasca, ndr) ha radici lontane: risale addirittura al 2012, anno di una mozione in tal senso di Roberto Badaracco, Michele Bertini, Giordano Macchi e Giovanna Viscardi. Tra le richieste, anche garantire un equilibrio tra politici e tecnici. La proposta era stata accolta nel 2018 e il Municipio aveva impiegato i successivi cinque anni per allestire un regolamento, che era poi finito sul tavolo della Commissione speciale. Questa, nell’aprile del 2024, aveva allestito un rapporto (relatore Fulvio Pelli) – condiviso, seppure con riserve da Centro, Lega e UDC –, che aveva fatto propria la proposta del Municipio di rendere incompatibile la carica di consigliere comunale con quella di membro del CdA (ciò non vale per i municipali) e bocciando quella di imporre un limite di 70 anni. Breve inciso: con l’incompatibilità consigliere comunale-membro di CdA, sei consiglieri comunali del movimento di via Monte Boglia e due del Centro dovrebbero lasciare il loro posto di amministratori in AIL, Lugano Next e TPL, un liberale radicale dovrebbe rinunciare al posto in Lugano Next. Il PS, per scelta, non designa invece più membri del Legislativo nelle partecipate. Con il passaggio alla nuova legislatura, nell’aprile del 2024, la Commissione speciale era però stata ricostituita. E i lavori erano ripartiti.



