Il progetto

Polizia ticinese: da Chiasso una richiesta e alcuni dubbi

La cittadina ha risposto alla consultazione del Cantone esprimendo scetticismo e formulando un auspicio – Bacciarini: «Crediamo sia preferibile far parte anche noi del gruppo di coordinamento cantonale perché a Chiasso ci sono dinamiche uniche a livello di sicurezza»
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
15.10.2025 06:00

Perché cambiare qualcosa che funziona? A porsi la domanda, anzi a porla al Dipartimento delle istituzioni, è il Municipio di Chiasso. A funzionare invece, a mente dell’Esecutivo chiassese, è la Polizia comunale della cittadina di confine, Corpo polo che serve anche altri Comuni limitrofi (Balerna, Morbio Inferiore, Morbio Superiore, Vacallo e Novazzano). Il progetto Polizia ticinese messo in consultazione dal Cantone lo scorso mese di luglio, volto a regolare la futura collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali, però prevede e propone profondi cambiamenti e riorganizzazioni, tra cui l’eliminazione della distinzione tra Polizia polo e strutturata. Non è tuttavia questo a creare maggiori perplessità al Municipio e in particolare al capodicastero Sicurezza pubblica Luca Bacciarini.

«Auspicabile esserci»

Per prendere posizione sul progetto c’era tempo entro oggi. E Chiasso ha fatto i compiti entro il termine, inoltrando uno scritto alle Istituzioni in cui si invita sostanzialmente a ripensare più di un aspetto della riforma. Perché ci sarebbero degli aspetti non chiari, ma anche perché Chiasso è stata esclusa da alcune dinamiche. Iniziamo da quest’ultimo caso: il progetto prevede l’istituzione di un Consiglio regionale dei comandanti nelle quattro regioni di riferimento della Cantonale, a cui parteciperà anche la Cantonale stessa e la cui condizione sarà assunta dai comandanti delle Polizie comunali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio. L’esclusione di Chiasso non è però ritenuta auspicabile (o forse accettabile): «Rimanere esclusi dal coordinamento sarebbe un peccato – esordisce e conferma Bacciarini –, la nostra cittadina vive situazioni e problematiche uniche, che gli altri Comuni non hanno: siamo la porta sud della nazione, viviamo il tema migratorio con la presenza dei centri della SEM e ci confrontiamo con i traffici internazionali. Sono peculiarità che ha riconosciuto anche Norman Gobbi quando è stato qui il Primo Agosto e che ci fanno ritenere auspicabile la nostra presenza nel coordinamento». Ma attenzione, non si tratta assolutamente di un «derby» con l’altro polo momò: «Per noi va benissimo sederci a côté di Mendrisio e delle altre Città. Ciò che non vogliamo è che sia sminuita una zona importante a livello di sicurezza, dove noi sappiamo muoverci bene».

«Molte incognite»

Nello scritto trasmesso al Cantone (e condiviso anche con alcuni Comuni limitrofi) ci si sofferma anche su aspetti amministrativi, di governance e finanziari. «Non siamo contrari a una riforoma, ma questa riorganizzazione ci sembra difficile da organizzare, da implementare. Una suddivisione dei compiti può essere positiva, ma deve portare a un miglioramento e quindi andrebbe studiata approfonditamente, perché ora la il Corpo chiassese funziona bene. Inoltre – prosegue Bacciarini –, negli anni abbiamo investito molto, dover rivedere ancora tutto per i Comuni può essere finanziariamente arduo». Insomma, «ci sono molte incognite, lo studio dice altresì che per i Comuni ci sarà un risparmio, ma noi fatichiamo a vedere come possa accadere».

L’alternativa

Il documento sottoposto ai Comuni (ma anche ai partiti e ai sindacati) includeva anche una domanda: preferite questo progetto o la Polizia unica? Qual è stata la risposta di Chiasso? Lo chiediamo al capodicastero: «Sì, il documento propone la Polizia unica come alternativa al questa riforma, ma non include nessun rapporto che illustri come sarebbe implementata, quindi non si sa bene di cosa si parla. Per noi l’alternativa migliore è quella attuale, che funziona e che è apprezzata anche dai Comuni convenzionati. Anche se, ripeto, tutto si può migliorare».

Dalle osservazioni inoltrate al Cantone si procederà con eventuali revisioni del documento prima di arrivare in Parlamento.

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