Polizia ticinese, Lugano intima l'alt

«Polizia Ticinese? Siamo perplessi». Firmato: il Municipio di Lugano. Destinatario della missiva è il Consiglio di Stato e no, in Governo nessuno avrà fatto un salto sulla sedia nel leggere la presa di posizione della Città in riva al Ceresio. D’altronde, l’opinione critica di Lugano, così come quella del distretto, non è mai stata un mistero. Nelle scorse settimane la Regio III (che riunisce le polizie strutturate del Luganese e i Comuni che usufruiscono dei loro servizi) ne aveva discusso ed era emersa una diffusa contrarietà al progetto di riforma della Polizia messo in consultazione lo scorso 16 luglio dal Consiglio di Stato.
Un sistema che funziona
Negli scorsi giorni a prendere in mano carta e penna è stata la Città di Lugano. La risposta ufficiale è datata mercoledì (il termine imposto dal Cantone scade il 15 ottobre) e nella missiva, il Municipio invita in sostanza il Consiglio di Stato a prendere in considerazione di rivedere l’intero progetto dopo averne discusso più approfonditamente con i Comuni. Perplessità sono state sollevate, come già fatto dalla Regio III, sulla questione finanziaria (la neutralità è dichiarata, ma non è dimostrata, è in sostanza il timore espresso), su un possibile aumento della burocrazia e sulla governance (chi gestisce cosa). Insomma, quanto proposto dal Cantone non è ritenuto adeguato a fronte del mantenimento del sistema attuale, che a detta dei Comuni della Regio III, funziona bene.
Anche l’alternativa non piace
Il progetto, come detto, è in consultazione da luglio presso Comuni, partiti e associazioni. E, dalle loro osservazioni, si procederà con eventuali revisioni del documento prima di arrivare in Parlamento. Agli interpellati, in sintesi, è stato chiesto: preferite questo progetto oppure la Polizia unica? Già: il progetto «Polizia ticinese» è nato anche con l’obiettivo di offrire al Gran Consiglio, cui spetterà la scelta finale, una possibile alternativa al modello di «Polizia unica», proposto in una mozione dall’ex deputato Giorgio Galusero (PLR), e che negli anni scorsi aveva incontrato la strenua opposizione degli stessi Comuni. Il tema era sul tavolo già un decennio fa, ma il relativo messaggio governativo era stato ritirato durante la discussione in Gran Consiglio dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. Ma che, potenzialmente, rimane la seconda alternativa sul tavolo. Per Lugano, però, non se ne parla. Questa eventualità è stata respinta al mittente.




