Luganese

Porta Ovest, Savosa e Massagno trattano e ottengono

I due Comuni hanno ritirato le loro opposizioni prettamente cautelative (restano quelle di Cittadini per il territorio e ATA) in cambio di alcune "concessioni" dal Cantone, fra cui limitare la velocità su parte di via San Gottardo a trenta all'ora e un parcheggio sotterraneo in zona Valgersa
©Chiara Zocchetti
Valentina Coda
07.04.2026 06:00

Non sblocca di certo le sorti del progetto Porta Ovest, che intende riorganizzare la viabilità delle rampe autostradali dello svincolo di Lugano Nord e distribuire meglio il traffico, ma è un segnale non di poco conto. Se da una parte è ancora congelato per via di un’opposizione inoltrata dai Cittadini per il territorio del Luganese e dall’Associazione traffico e ambiente (ATA) perché, a mente loro, la spesa – 50 milioni – non vale l’impresa, dall’altra le contestazioni, prettamente cautelative, dei Comuni di Massagno e Savosa sono state recentemente ritirate.

Il motivo è da ricondurre a un accordo sottoscritto con il Cantone, in cui i due Enti locali hanno ottenuto rassicurazioni sulla problematica del traffico e alcune misure complementari volte a migliorare la qualità paesaggistica, ambientale e urbana. Come ad esempio l’impatto fonico sul centro Valgersa e la possibilità, per Savosa, di introdurre il 30 all’ora su via San Gottardo (nel tratto compreso tra il nodo della Cappella Due Mani e l’incrocio con via Cantonale) dopo il declassamento della strada in oggetto con la messa in funzione della Porta Ovest. Ma anche l’assegnazione di un diritto di prelazione a Massagno e Savosa nell’acquisto dei terreni comprendenti il «ricciolo» autostradale e gli scorpori situati tra il Valgersa e la futura pista ciclabile.

Richieste accolte

Il cosiddetto progetto Porta Ovest, lo ricordiamo, mira a rivedere i flussi di traffico fra la piana del Vedeggio e Lugano, introducendo il doppio senso di marcia sulla due bretelle autostradali e declassandole a strada cantonale. Massagno e Savosa si erano opposti non tanto al progetto in sé, che è sempre stato considerato adeguato alle esigenze di miglioramento della viabilità, quanto piuttosto con il preciso intento di sedersi al tavolo con il Cantone e avanzare delle richieste. Richieste che sono state accolte sottoscrivendo un accordo previo ritiro delle contestazioni. Savosa, ad esempio, aveva anche chiesto al Cantone di sostenere un progetto di parziale copertura delle attuali bretelle per garantire in futuro un migliore collegamento tra il comparto Valgersa e quello del Pian Povrò. Ma À côté, Savosa ha anche un altro progetto in mente (in collaborazione con Massagno, essendo in egual misura proprietari del terreno), ed è quello di fare pulizia dei «posteggi in superficie in zona Valgersa e realizzare un autosilo sotterraneo da novanta posti, in modo tale da liberare spazio e creare una piazza», ci dice il sindaco Raffaele Schärer, precisando che la variante di Piano regolatore ha già ottenuto il via libera dei servizi cantonali.

Dal canto suo Massagno, per bocca della sindaca Simona Rusconi, tiene a precisare che il Municipio ha fatto opposizione al progetto «già sapendo che ve ne erano altre» e che quindi la contestazione «non avrebbe comportato un ritardo nella procedura di approvazione dei piani». Al tavolo delle trattative con il Cantone, Massagno ha rivendicato «la compatibilità dell’attività del centro sportivo Valgersa con i lavori del futuro cantiere – cosa che è stata assicurata dai servizi cantonali –, l’ampiezza della rotonda accanto al Valgersa e la verifica della possibilità di ridurre il più possibile lo spazio verde sacrificato». Un altro punto che necessitava chiarimenti era quello dell’impatto fonico che la strada e la rotonda avrebbero avuto sul centro sportivo. «Il Cantone ha svolto verifiche supplementari e dai risultati delle perizie foniche è emerso che i dati erano conformi e rispettavano le norme e le ordinanze, senza necessità di deroghe», chiosa Rusconi.

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