Qualche mese d'attesa in più per il nuovo Pretorio

Quando ci si passa davanti, passeggiando sul viale Stefano Franscini, il nuovo Pretorio a Bellinzona sembra fermo nel tempo. Imbacuccato com’è fra impalcature e plastiche, guardandolo da questo lato è facile cadere nell’errore. Eppure, dietro la vecchia facciata, i lavori avanzano, eccome.
A quasi tre anni dalla posa della prima pietra, la costruzione (e rinnovo) del complesso che ospiterà la Corte d’Appello indipendente del Tribunale penale federale, oltre alla Pretura civile del distretto di Bellinzona e alla Polizia Cantonale, si sta avvicinando alla fase conclusiva. Con una piccola modifica, però, sulla data di consegna. Da noi contattata, la Sezione delle risorse del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE)conferma che i lavori non si concluderanno entro autunno di quest’anno, come inizialmente preventivato, ma si estenderanno fino a primavera 2027. Un differimento del termine, ci spiega il direttore di divisione Nicola Novaresi, «riconducibile ai ricorsi interposti nell’ambito delle procedure di appalto. Sebbene siano stati respinti, il loro esame ha ritardato i tempi di realizzazione dell’opera».
Fronte economico
Il credito di 50 milioni (di cui 43 finanziati dal Cantone) prevede la ristrutturazione e l’ampliamento dello stabile che - legato strettamente alla storia cittadina, come aveva sottolineato a inizio lavori il consigliere di Stato Christian Vitta - è protetto come bene culturale d’importanza comunale. E qui le buone notizie sono due. Svolti sotto l’egida dell’Ufficio dei beni culturali, gli interventi per la conservazione dei volumi principali e della facciata dell’edificio storico, «procedono conformemente a quanto previsto e non sono emerse criticità di rilievo», ci spiega Novaresi, sottolineando come gli interventi si siano svolti «nel pieno rispetto delle prescrizioni contenute nella licenza edilizia». L’altra buona nuova è che le spese sono, al momento, confermate. Sulla base delle previsioni attuali, ci spiega il direttore della Sezione delle risorse, i costi dell’opera rientrano nei limiti dei crediti approvati dal Gran Consiglio.
Qualche lamentela
Oggetto di due ricorsi, poi respinti, in merito all’aggiudicazione delle opere da impresario costruttore, il grande progetto ha dovuto fare i conti anche con qualche lamentela. «Nel corso dell’esecuzione dei lavori vi sono state delle segnalazioni da parte di alcuni confinanti», ammette Novaresi. Situazioni, sottolinea, che possono verificarsi nell’ambito di un cantiere edile, dove rumori, vibrazioni, polveri e altre interferenze con il contesto circostante sono inevitabili. «Abbiamo adottato, laddove possibile, le misure necessarie a limitare i disagi».
Messa a dura prova dal continuo passaggi dei mezzi pesanti, via Giovanni Nizzola è stata in questi anni rattoppata a più riprese. Una situazione a cui il Cantone vuole porre rimedio:«In accordo con la Città di Bellinzona è previsto il rifacimento del manto stradale» nella via in questione, «nel tratto interessato dai lavori», conclude Novaresi.
