Melide

Quando l’accesso alle rive passa anche da un Tribunale

Mancano ancora due spiaggette da realizzare: per quella che dovrebbe sorgere davanti all’ex Villa Branca bisognerà ricorrere a un esproprio – Destino simile per un altro lembo di terra «conteso» vicino al lido comunale
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
03.10.2026 06:00

«Melide fabbrica di spiaggette, ma per alcune è complicato». Titolavamo così, nell’aprile di tre anni fa, quando nel Comune in riva al Ceresio erano in dirittura di arrivo i lavori per la riqualificazione delle due piccole distese di ghiaia di fianco al lido e all’albergo Riviera. Ma per due spiaggette «restituite» ai cittadini, ve ne sono altrettante che da tempo attendono di conoscere il loro destino. Parliamo del prato di fronte all’ex Villa Branca (ora complesso residenziale) e della striscia di terra di fronte a Villa Maria, sul lungolago Gallino, che il Municipio vorrebbe appunto riqualificare. Ma i tempi si prospettano lunghi.

Partiamo proprio dal primo terreno. Negli scorsi mesi il Municipio aveva commissionato una perizia per stabilirne il valore ai fini dell’espropriazione. Un passo per nulla scontato visto che nel 2005 era stato fatto un patto con i promotori del complesso residenziale per la cessione del prato al Comune a titolo gratuito. L’accordo non è però mai stato formalizzato nel corso degli anni e ora dall’altra parte non c’è più un’unica entità bensì una quarantina di proprietari di appartamenti. Tutti dovrebbero accettare di cedere il terreno e sottoscrivere la relativa domanda di costruzione per poter procedere con la riqualifica ma, spiega il sindaco Emiliano Delmenico al Corriere del Ticino, «il tentativo di mediare con i condomini affinché firmassero la cessione del terreno non ha avuto buon fine. Serviva l’unanimità, ma un paio si sono opposti e bisognerà dunque passare per un esproprio». Non è in dubbio che il Comune entrerà in possesso del terreno (privo di indici edificatori); sarà però un Tribunale a decidere il prezzo. Il Municipio ha quindi approvato un messaggio con cui chiede al Consiglio comunale l’autorizzazione a stare in lite. Un passo necessario, spiega Delmenico, perché l’operazione potrebbe non essere a costo zero. «Nella peggiore delle ipotesi, si parla di circa mezzo milione di franchi». Il valore stimato dalla perizia è di circa 420-460 mila franchi, ai quali si aggiungeranno altri fondi necessari ai lavori di bonifica del terreno («Il muro a lago sta cedendo», puntualizza il sindaco). La procedura si prospetta in ogni caso onerosa.

Una situazione simile vale per la spiaggetta antistante Villa Maria. In questo caso, «i comproprietari sono disposti a sottoscrivere la domanda di costruzione, ma a delle condizioni. Vorrebbero cioè firmare una convenzione ventennale, al termine della quale la spiaggetta tornerebbe al condominio». Condizioni, queste, che il Municipio non intende soddisfare. «Con il Cantone abbiamo collaborato molto bene, ma il fatto che adesso ci spingano a sottoscrivere questo accordo è deludente. Che eredità lascerei al Comune accettando queste condizioni?», conclude Delmenico.

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