Quando uno scuolabus crea grane a tutto il Comune

Due reclami, due sentenze del Consiglio di Stato che danno ragione al ricorrente, un’istanza di intervento tuttora pendente e la Sezione enti locali tirata in ballo. Oggetto di questa vertenza? Uno scuolabus elettrico. Quello di Vico Morcote, per intenderci, di cui vi avevamo parlato ormai anni fa e attorno al quale era montata la polemica perché l’allora Municipio, nel 2021, aveva deciso di acquistarlo (peraltro mai nel concreto) da una ditta svizzero-tedesca senza il beneplacito dall’Assemblea comunale.
«Volontà assembleare disattesa»
Luido Bernasconi, ex sindaco di Vico Morcote, in qualità di privato cittadino aveva contestato non tanto la decisione in sé, piuttosto le modalità scelte dall’Esecutivo per acquistare lo scuolabus, che avrebbe dovuto portare gli allievi alle Elementari di Morcote, ottenendo in seguito ragione dal Consiglio di Stato in quanto l’allora Municipio, capitanato da Giona Pifferi, «non aveva la necessaria base legale, anche a posteriori, per procedere all’acquisto del nuovo bus elettrico». E questo per difetto della necessaria maggioranza qualificata dei votanti. Ebbene, dopo aver inoltrato un altro ricorso nel 2023 perché, a mente di Bernasconi, l’Esecutivo aveva in seguito e comunque messo a punto un «sotterfugio» per entrare in possesso del mezzo, ovvero «pagando le rate di un noleggio senza però dire al Legislativo che quella cifra aveva un valore di riscatto», lo scorso gennaio il Governo ha nuovamente dato ragione a Bernasconi. «In realtà, il Municipio di Vico Morcote non ha proceduto a un semplice noleggio pagando i relativi importi settimanali alla ditta, bensì ad un vero e proprio acquisto a rate. A giudizio di questo Consiglio, così facendo, il Municipio ha disatteso la volontà dell'Assemblea comunale del 2021», si legge nella sentenza. Il punto, adesso, è però un altro. E ruota attorno all’operato dell’allora compagine municipale. Nel 2021, infatti, parallelamente al ricorso inoltrato da Luido Bernasconi, l’allora membro del Municipio di Vico Morcote e attuale sindaco, Maurizio Bernasconi, aveva presentato un’istanza di intervento al Consiglio di Stato proprio per segnalare l’operato dell’Esecutivo nel contesto dell’acquisto dello scuolabus. «Il Municipio di questa Legislatura non ha responsabilità – rileva il sindaco –. Siamo da cinque anni in attesa della decisione da parte di Bellinzona e nel frattempo sono giunte due sentenze chiare (quelle sui ricorsi inoltrati da Luido Bernasconi, ndr) da parte del Governo». Essendo una vertenza svoltasi nel contesto della passata Legislatura e nel frattempo, post elezioni comunali del 2024, alcuni (pochi) municipali sono cambiati, sindaco compreso, eventuali responsabilità e provvedimenti disciplinari a chi verranno comminate? Il capo della Sezione enti locali, Marzio Della Santa, premette che prima di chinarsi sull’istanza di intervento era necessario evadere tutti i ricorsi. Cosa che è stata fatta. Anche lui, come il sindaco Maurizio Bernasconi, conferma che l’attuale Municipio non ha responsabilità, ma che la decisione in merito all’istanza di intervento è relativa «solo ai singoli municipali che erano in carica allora e lo sono tuttora e che la valutazione verrà fatta in base alla posizione che il singolo ha avuto a suo tempo».


