Lugano

Quartiere Montarina: la STAN chiede maggiore tutele

Sebbene il Municipio abbia proposto di recente una pianificazione in tal senso, si domanda che diversi edifici diventino beni culturali e che le possibilità edificatorie vengano ulteriormente contenute
Il quartiere oggi. ©Gabriele Putzu
Federico Storni
06.10.2025 12:15

Per il quartiere Montarina, la STAN (Società ticinese per l'arte e la natura) chiede maggiori tutele. Tutele che vadano oltre a quelle recentemente prospettate dal Municipio di Lugano. Lo ha comunicato la STAN stessa in una nota che riassume le sue osservazioni alla procedura pianificatoria in corso, consegnate negli scorsi giorni.

La STAN, che da un ventennio si batte per la tutela della «città giardino» (o quel che ne resta) immaginata dall'architetto di Lugano Americo Marazzi oltre un secolo fa, vorrebbe quindi andare oltre a quanto prospettato dall'Esecutivo, che pure nella sua proposta ha ridotto le capacità edificatorie nell'area, con un preavviso sostanzialmente favorevole dei servizi cantonali preposti.

In particolare, la STAN chiede la tutela quale bene culturale di oltre una mezza dozzina di edifici, e in particolare di quelli che la Città ha inserito fra gli «edifici di pregio (categoria II)», per i quali sono previsti interventi che non abbiano ripercussioni sul volume e sugli aspetti estetico-architettonici esterni. con l’auspicio che siano tendenti al recupero dei valori storici o architettonici. Ricadono in questa categoria fra gli altri Casa Walty e Villa Ganser, per la cui conservazione negli anni scorsi ci si è scontrati in tribunale, con la STAN che con i suoi ricorsi ne ha evitato la demolizione. Non convince poi fino in fondo la modalità di protezione degli spazi liberi e delle aree verdi: «Il previsto mantenimento di aree edificabili tra un fabbricato e l’altro va nella direzione della sostituzione della città giardino con un altro tipo edilizio: quello pure di origine britannica della casa a schiera». Infine si chiede che venga allargato il perimetro del Piano particolareggiato. La Città l'aveva «stretto» considerando ormai persa la qualità architettonica delle parti più esterne. La STAN, invece, rifacendosi a un parere dell'ISOS secondo cui «le distruzioni causate alla Città da certa pianificazione presuntuosa e supponente esigono un risarcimento», ritiene che tale risarcimento debba concretizzarsi nella salvaguardia integrale del quartiere di Montarina, da definire come «luogo sensibile». Più in generale, poi, la STAN ritiene che il PP sia «troppo elastico laddove prevede aree edificabili accanto e dietro agli edifici esistenti e laddove concede al Municipio troppe possibilità di deroga alle norme in funzione di una presunta qualità architettonica».

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