Una forma di tutela per Ca' del Seo nel quartiere di Montarina

È notizia di ieri che la Città di Lugano ha svelato il suo piano per salvaguardare il quartiere Montarina a Besso, proponendo fra l’altro una sorta di modello a cascata per la salvaguardia degli edifici presenti nell’area. Fra di essi vi è anche la Ca’ del Seo, per la quale la Commissione pianificazione del Consiglio comunale di Lugano negli scorsi mesi aveva indirizzato al Municipio una precisa richiesta: «Prevedere una tutela nel quadro dell’imminente Piano particolareggiato relativo al quartiere di Montarina». Cosa che in effetti è avvenuta, ma forse non proprio come lo intendeva il Legislativo.
Un po’ slegata dal contesto?
A chiedere alla Città di valutare la tutela quale bene culturale di Ca’ del Seo - una distilleria riconvertita e ampliata in una palazzina di tre piani - era stato il Dipartimento del territorio, ma dopo averla analizzato la Città ha optato per non proporne la tutela, ritenendola sì pregiata ma non tanto da giustificare tale protezione. La sua principale «colpa» è quella di essere un po’ slegata dal contesto che ancora oggi caratterizza la città giardino di Montarina. La Pianificazione, per contro, ha dato un giudizio più generoso sul suo inserimento nel contesto, da cui la richiesta di una misura. Con il Piano particolareggiato Montarina, il Municipio l’ha assecondata in parte. Al pari di Casa Walty e Villa Ganser, Ca’ del Seo è stata inserita fra gli edifici di pregio non tutelati. Per essi le nuove regole proposte permettono interventi che non abbiano ripercussioni sul volume e sugli aspetti estetico-architettonici esterni. L’auspicio è che siano tendenti al recupero dei valori storici o architettonici. Si tratta in altre parole di una forma di tutela, ma non incisiva quanto quella ai sensi della Legge sui beni culturali.