L'evento

Quattro milioni per la gestione della sicurezza dell’OSCE a Lugano

Il Governo ha chiesto al Parlamento un credito per la conferenza che si terrà a inizio dicembre – Soldi che dovrebbero poi essere rimborsati da Berna
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Ticino&Svizzera
22.05.2026 18:34

Quattro milioni di franchi per l’organizzazione a Lugano - il prossimo dicembre - della Conferenza ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). È la richiesta di credito avanzata negli scorsi giorni dal Governo al Gran Consiglio. Soldi che, «verosimilmente», saranno poi rimborsati dalla Confederazione. L’organizzazione della Conferenza OSCE, tiene a sottolineare l’Esecutivo, rappresenta sia per il Ticino che per Lugano «un’importante opportunità sotto il profilo istituzionale, politico e dell’immagine». Tuttavia, comporta anche «significative responsabilità sul piano organizzativo e della sicurezza nel rispetto degli standard e dei protocolli previsti dal diritto internazionale».

La gestione della sicurezza, spiega il Governo, sarà garantita dalla Polizia cantonale attraverso la costituzione di un apposito Stato maggiore e avvalendosi «giocoforza» anche di unità di polizia provenienti dal resto della Svizzera «sotto l’egida del concordato relativo agli interventi intercantonali di polizia (concordato IKAPOL)». In più, si potrà ricevere supporto anche dalle polizie comunali. «L’impiego delle forze di sicurezza non si limiterà alle giornate legate alla Conferenza OSCE, ma comprenderà anche le fasi preparatorie e successive all’evento, legate in particolare alle attività di pianificazione, logistica e coordinamento operativo». I costi complessivi - tra concordati, vitto e alloggio per gli uomini impiegati, veicoli e materiale - arrivano a superare quota 6 milioni di franchi, l’80% dei quali dovrebbe essere rimborsato dalla Confederazione. Due milioni, invece, sono già stati stanziati col Preventivo 2026. Berna, viene spiegato, «non ha ancora confermato formalmente la qualificazione della Conferenza come evento straordinario, condizione per accordare al Cantone Ticino un’indennità per i compiti estesi di sorveglianza, guardia e protezione delle persone». Ma nell’incontro di lunedì a Bellinzona, il consigliere federale Ignazio Cassis «ha assicurato al Consiglio di Stato la copertura dei costi come d’uso». L’evento, conclude infine il Governo, «permetterà di mettere in luce la città di Lugano e il nostro Cantone quale luogo adatto e sicuro a ricevere e ospitare incontri di altissima caratura».

«Nella pianificazione del dispositivo di sicurezza si è prestata particolare attenzione a ridurre per quanto possibile l’impatto dell’evento sulla popolazione e sulle attività economiche del territorio». Lo assicura il Governo, spiegando che - a differenza della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina del 2022 - sarà evitata la chiusura generalizzata delle attività commerciali. Anche l’aeroporto di Lugano rimarrà operativo, «salvo brevi interruzioni motivate da puntuali esigenze di sicurezza». Infine, sarà garantita «una comunicazione chiara e tempestiva» alla popolazione riguardo alle eventuali limitazioni temporanee della circolazione.
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