Roveredo, dopo «sciopero dello zelo» il Patriziato rischia il commissariamento

Il Patriziato di Roveredo rischia il commissariamento dopo lo «sciopero dello zelo» avviato a fine marzo dal presidente Aurelio Troger (UDC). Ne dà notizia la NZZ am Sonntag, che cita una lettera inviata allo stesso Troger - e visionata dal domenicale - dal consigliere di Stato grigionese Peter Peyer (PS). Al centro della vicenda, la protesta contro la gestione cantonale dei permessi di soggiorno dopo l’operazione antimafia che, resa pubblica a fine febbraio, aveva portato all’arresto di quattro persone residenti in paese, sospettate di legami con la criminalità organizzata. «È come se Coira fosse in letargo», ha spiegato Troger al settimanale, sottolineando come da anni gli abitanti di Roveredo stiano mettendo in guardia il Cantone dalle infiltrazioni mafiose.
Misure di vigilanza
Sul caso in questione, ha chiarito Troger ai microfoni della RSI, il Patriziato di Roveredo aveva scritto «tempestivamente» al consigliere di Stato chiedendo anche una verifica della procedura per valutare le naturalizzazioni, «ma il problema principale è il permesso B, che nei Grigioni rilasciano con una certa facilità». E in assenza di un incontro con Coira, auspicato ma mai ottenuto, il Patriziato ha deciso di agire, limitando al massimo, appunto, la sua attività legata alle naturalizzazioni, in particolare rallentando le procedure «per i casi problematici». Nei Grigioni, infatti, i patriziati influiscono sulla procedura di naturalizzazione esprimendosi sulla concessione dell’attinenza comunale patriziale.
La reazione di Coira non si è fatta attendere. La lettera inviata al Patriziato lascia «dieci giorni» per una presa di posizione, prima che vengano adottate misure di sorveglianza. Nel 2022, lo ricordiamo, il Patriziato di Roveredo era già stato commissariato e affidato proprio a Troger dopo che una serie di divergenze interne aveva lasciato l’autorità in una situazione di crisi.