Rustici di Certara, Berna vince il primo scontro con Lugano

Rustici di Certara, è quasi tutto da rifare. Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha bocciato la conversione di 14 edifici costruiti fuori zona edificabile in case secondarie. Vale a dire la totalità di quelli che, a mente della Città di Lugano e dal Cantone, soddisfacevano i severi criteri per questo tipo di mutamento. In altre parole, al momento a Certara non esistono più rustici meritevoli di essere conservati tramutandoli in abitazioni secondarie. Il dispositivo della sentenza della Corte cantonale è stato pubblicato qualche settimana fa sul Foglio ufficiale.
Un tema dibattuto
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio: il Cantone vorrebbe concedere la possibilità di intervenire sui rustici per permetterne la conservazione e per questo si è dotato di un apposito strumento pianificatorio (il PUC-PEIP) che consente anche, a determinate condizioni, di tramutarli in case secondarie. A non condividere l’impostazione è però la Confederazione, o meglio l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), che lo sta combattendo da tempo a suon di ricorsi. E veniamo a Certara: circa due anni fa l’ARE aveva ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) contro l’Inventario degli edifici fuori zona edificabile (IEFZE) stilato da Lugano per l’ex Comune. L’IEFZE è lo strumento pianificatorio con cui i singoli Comuni applicano il PUC-PEIP cantonale. In buona sostanza, il Municipio di Lugano aveva identificato i rustici che possono potenzialmente essere tramutati in case secondarie (servirà in ogni caso una licenza edilizia). Nella sezione di Certara ne sono stati trovati quindici su 121 oggetti esaminati. Il 12 luglio 2023 il Cantone aveva dato il suo via libera, stralciando un solo edificio. L’ARE, patrocinato dagli avvocati Claudio Cereghetti e Valerio Reichlin aveva ricorso al TRAM. La Corte cantonale si è espressa lo scorso 29 dicembre accogliendo parzialmente il ricorso e, in sostanza, annullando la decisione di inserire i 14 rustici nell’elenco di quelli «meritevoli di conservazione con cambiamento di destinazione» a residenza secondaria. L’incarto è stato rinviato al Governo per una nuova decisione. Il TRAM, va precisato, ha pubblicato unicamente il dispositivo della sentenza e non le motivazioni.
Le ragioni del no
Ma come mai l’ARE si è opposto a questa strategia? Le ragioni sono la generale contrarietà all’impostazione cantonale del cambio di destinazione residenziale per favorire la conservazione dei rustici. Più nel dettaglio un portavoce dell’ARE ci aveva riferito che la principale critica da Berna «è che il paesaggio nel quale si trovano gli edifici inventarizzati non adempie gli alti requisiti previsti dal diritto federale. L’articolo 39 capoverso 2 dell’Ordinanza sulla pianificazione del territorio richiede che il paesaggio e gli edifici insieme formano un’unità degna di protezione. Inoltre, alcuni degli edifici tradizionali in questione non soddisfano i requisiti qualitativi necessari per essere classificati come degni di protezione ai sensi del diritto federale». Il PUC-PEIP è stato aggiornato e il 24 novembre è stato messo in consultazione presso tutte le persone e gli enti interessati. Un aggiornamento resosi necessario per più motivi: alla luce del nuovo quadro giuridico federale (con la seconda fase della revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio), ma anche per via dell’esito dei numerosi ricorsi legali che si sono consumati negli ultimi 10 anni.



