L'anniversario

San Gottardo, il rogo che cambiò la sicurezza: venticinque anni dopo

Alle 9.39 del 24 ottobre 2001 la galleria autostradale fu teatro di uno scontro fra due camion dalle conseguenze devastanti
© CdT/archivio
Red. Online
19.10.2026 10:37

Il 24 ottobre 2001, poco dopo le 9.30, un camion diretto verso nord sbandò a circa un chilometro dall’imbocco sud della galleria del San Gottardo. Finì sulla corsia opposta e urtò lateralmente un autocarro che viaggiava in direzione contraria. L’impatto innescò un incendio che si propagò rapidamente, alimentato anche dal carico dei mezzi. Fumo e calore invasero il tunnel: morirono undici persone, dieci per asfissia e una per le ustioni. La temperatura arrivò a circa 1.200 gradi.

Tra i racconti

Fra i testimoni più vicini alla scena c’era il fotografo Oliviero Toscani, deceduto il 13 gennaio 2025. Toscani, che viaggiava in auto subito dietro al camion, ricordò di aver visto il mezzo sbandare e di essere riuscito, insieme alla moglie, a invertire la marcia e a uscire dalla galleria. La coppia avvisò gli altri automobilisti del pericolo; Toscani contattò poi la polizia. Una testimonianza che restituisce la concitazione dei primi istanti, quando non era ancora chiaro quanto rapidamente fumo e fiamme avrebbero trasformato il traforo in una trappola.

Le conseguenze

La galleria rimase chiusa per circa otto settimane. Per contenere le ripercussioni sui collegamenti nord-sud furono riattivati i treni navetta per il trasporto delle auto tra Airolo e Göschenen e vennero introdotti collegamenti supplementari. Dopo la riapertura, i camion dovettero attendere ancora mesi prima di poter circolare normalmente nei due sensi: le restrizioni furono allentate solo con l’entrata in funzione di un sistema di ventilazione più efficiente.

Nel ventennale della tragedia, il CdT aveva raccolto anche i ricordi di chi si trovò a gestire l’emergenza sul territorio. Mauro Chinotti, allora vicesindaco di Airolo e vicecapo del Centro di manutenzione del tunnel, aveva richiamato il ruolo della sala comando al portale sud nel coordinamento dei soccorsi e dei lavori di ripristino. Norman Gobbi ricordò le conseguenze dell’interruzione per il Ticino e la mobilitazione necessaria per mantenere i collegamenti con il resto della Svizzera.

La tragedia riaprì inoltre il dibattito sulla sicurezza della galleria e sull’opportunità di costruire una seconda canna. Nel 2021 il sindaco di Airolo, Oscar Wolfisberg, osservò che un secondo tubo non avrebbe eliminato ogni rischio, ma avrebbe evitato gli scontri frontali fra veicoli provenienti da direzioni opposte. Una prospettiva diventata concreta: la seconda canna è oggi in costruzione e, una volta completato il progetto, i due sensi di marcia non condivideranno più lo stesso tubo.

La sicurezza

Il rogo del 2001 fu uno degli episodi che accelerarono il ripensamento delle misure di sicurezza nelle gallerie alpine, dopo le tragedie del Monte Bianco e del Tauri nel 1999. Nel corso degli anni il San Gottardo è stato ammodernato con interventi sulla ventilazione, sull’illuminazione e sulla gestione del traffico. Il ricordo di quella mattina, però, resta affidato anche alle voci di chi si trovò nel tunnel e di chi, da Airolo, contribuì a fronteggiare l’emergenza.

In questo articolo:
Correlati