Il bando

Scuola di Polizia: «Cerchiamo personalità capaci di agire con equilibrio, senso civico e spirito di servizio»

Pubblicato il bando per l'assunzione di gendarmi, ispettori della Giudiziaria e agenti della Comunale – La novità: possono candidarsi anche persone nate nel 1982 – Ne parliamo con il tenente Christian Loss
© CdT/Gabriele Putzu
Jenny Covelli
01.04.2026 06:00

Sono aperte le candidature per la Scuola di polizia che prenderà il via nel marzo del 2027. Il bando di concorso è per l’assunzione di aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, ispettori di Polizia giudiziaria e agenti per le polizie comunali di Bellinzona, Chiasso, Losone, Locarno, Lugano e Mendrisio. Le candidature vanno inoltrate entro il 29 aprile (le iscrizioni ai test fisici chiudono il 21) e c’è una novità: possono candidarsi anche i 44.enni. Ne abbiamo parlato con il tenente Christian Loss, capo Risorse della Polizia cantonale.

Il concorso è aperto anche a persone nate nel 1982. Perché questa novità?
«L’estensione del limite d’età fino ai 45 anni è, a nostro avviso, un’evoluzione positiva. Permette infatti di valorizzare persone che portano con sé esperienze professionali e di vita già consolidate. Questo bagaglio può arricchire sia la formazione di base sia il lavoro operativo, favorendo anche lo scambio con i colleghi più giovani. Inoltre, offre agli over 40 l’opportunità di intraprendere una nuova carriera nella Polizia cantonale, mettendo a disposizione competenze acquisite in altri ambiti. Pur trattandosi di una novità che richiede attenzione, riteniamo che questa apertura sia stimolante e potenzialmente molto proficua. Sarà interessante valutarne gli effetti nel medio termine».

Ma l’età non può rivelarsi un limite per il fisico e i turni?
«È una domanda legittima, ma l’età di per sé non rappresenta un limite determinante, a condizione che la preparazione sia adeguata. In Svizzera questa apertura è già una realtà consolidata e non emergono elementi che giustifichino un approccio diverso a livello cantonale. Inoltre, oggi il livello medio di forma fisica si mantiene più a lungo, grazie a una maggiore attenzione allo stile di vita. Il criterio decisivo resta quindi l’idoneità individuale, verificata in modo rigoroso già in fase di selezione. Per quanto riguarda i turni, si tratta di una caratteristica intrinseca della professione. Chi sceglie questa carriera ne è consapevole fin dall’inizio, soprattutto nei primi anni. Con il tempo, tuttavia, la carriera offre diverse possibilità di sviluppo e specializzazione, che possono portare anche a modalità di impiego differenti».

Il tenente Christian Loss, capo Risorse della Polizia cantonale.
Il tenente Christian Loss, capo Risorse della Polizia cantonale.

La decisione di «allargare lo spettro dei candidati» è data dalla difficoltà a reclutare personale?
«Negli ultimi anni si è registrato un calo delle candidature soprattutto a livello svizzero e in maniera minore in Ticino. Tuttavia, nel nostro cantone non si rilevano particolari difficoltà strutturali nel reclutamento né problemi legati direttamente al budget o al mercato del lavoro. Fino a oggi i posti disponibili sono sempre stati coperti. Alcuni fattori di contesto possono però influenzare le scelte professionali. Tra questi, la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata e la crescente preferenza per impieghi a tempo parziale. Va inoltre considerato che oggi il mercato del lavoro offre molte più opportunità rispetto al passato, ampliando le alternative per i giovani. Resta comunque importante il sostegno politico al ricambio generazionale, garantendo al contempo un equilibrio finanziario sostenibile».

Non cerchiamo solo persone preparate dal punto di vista tecnico, ma personalità capaci di agire con equilibrio, senso civico e spirito di servizio

Qual è il profilo ideale del candidato che la Polizia cantonale sta cercando?
«Il profilo ideale del candidato attualmente è quello di una persona equilibrata, motivata e consapevole della scelta professionale che intende intraprendere. Cerchiamo persone con una buona preparazione fisica e stabilità psichica, ma soprattutto con solide competenze personali e relazionali, fondamentali per operare quotidianamente a contatto con la popolazione. Sono particolarmente apprezzate qualità come senso di responsabilità, capacità di lavorare in team, autocontrollo e attitudine alla gestione di situazioni complesse e talvolta stressanti. A questo si aggiungono integrità, affidabilità e una buona reputazione, elementi imprescindibili per svolgere una funzione pubblica così delicata. Un valore aggiunto può anche essere rappresentato da esperienze professionali o di vita diversificate, così come dalla capacità di adattarsi a contesti in evoluzione. In sintesi, non cerchiamo solo persone preparate dal punto di vista tecnico, ma personalità capaci di agire con equilibrio, senso civico e spirito di servizio».

Negli scorsi mesi la professione dell’agente è stata al centro di alcune discussioni. Come tenere conto dei risultati emersi dalle indagini interne e dal discusso sondaggio svolto tra gli agenti?
«Gli spunti di miglioramento e ottimizzazione vengono presi seriamente in considerazione. Tra questi rientra anche il progetto “FisicaMente”, insieme ad altre analisi svolte negli ultimi anni, ad esempio sulle motivazioni che spingono i giovani a candidarsi o, al contrario, alcuni agenti a lasciare il Corpo. Il benessere psico-fisico del personale è oggi pienamente integrato nelle riflessioni strategiche. Negli ultimi anni sono già state introdotte diverse misure concrete quali miglioramenti nell’organizzazione dei turni e nel rafforzamento del supporto ai quadri. Parallelamente, è in corso un dialogo continuo con le associazioni del personale su temi centrali come effettivi, condizioni di lavoro, conciliazione vita-lavoro e retribuzione. Questo confronto prosegue con l’obiettivo di individuare ulteriori miglioramenti sostenibili, nel rispetto dei vincoli finanziari e normativi. L’attenzione resta focalizzata soprattutto sulla qualità della conduzione e sull’equilibrio tra vita privata e professionale».

La continuità della Scuola è fondamentale per garantire il ricambio generazionale, evitare carenze strutturali di personale e limitare la concorrenza tra i diversi corpi di polizia

Il bando di concorso non sarà solo per il reclutamento di gendarmi ma anche per ispettori di polizia giudiziaria. Quali sono le differenze?
«La Polizia cantonale opera in modo unitario, pur articolandosi in diverse aree, servizi e specializzazioni, un elemento che rappresenta un valore aggiunto anche in termini di sviluppo e diversificazione della carriera. Le principali differenze riguardano l’attività operativa: la Gendarmeria garantisce una presenza continua sul territorio, con interventi d’urgenza, pattugliamenti e attività di prevenzione e repressione; la Polizia giudiziaria si concentra invece sulle indagini, collaborando con autorità cantonali, federali e internazionali. Dal punto di vista formativo, il percorso iniziale è in larga parte comune: un anno di scuola e uno di pratica in Gendarmeria per tutti. Gli aspiranti ispettori e ispettrici svolgono poi un ulteriore terzo anno di pratica nella Polizia giudiziaria. La scelta della funzione avviene già in fase di candidatura, indicando nel formulario la propria priorità di scelta. Una volta assunti, il percorso formativo è vincolato alla funzione scelta, mentre eventuali sviluppi di carriera sono possibili successivamente tramite concorsi e formazioni interne».

Come si diventa, quindi, ispettori della Polizia ticinese?
«A titolo di informazione aggiuntiva, l’accesso alla Gendarmeria come aspirante gendarme, avviene mediante questo concorso. Il medesimo bando, negli anni in cui è previsto, consente altresì l’accesso in Polizia giudiziaria di aspiranti ispettori e ispettrici dall’esterno. Parallelamente, per diventare ispettore o ispettrice della Polizia giudiziaria esiste anche un percorso interno, riservato agli agenti con esperienza operativa che possono candidarsi alla formazione specialistica interna. I requisiti, per chi accede dall'esterno, differiscono principalmente per il livello di formazione: per la funzione di aspirante gendarme è richiesto un attestato federale di capacità (AFC) triennale mentre per la funzione di aspirante ispettore o ispettrice è necessario essere in possesso di un titolo di grado terziario universitario (bachelor o master) oppure di un diploma di una Scuola specializzata superiore (SSS). Questa complementarietà rappresenta un punto di forza per il Corpo».

La Scuola di Polizia, quest'anno, sarebbe potuta saltare a causa delle misure di risparmio. Così non è stato ma sarà a ranghi ridotti...
«La Scuola di Polizia 2026 è rimasta in discussione fino alle fasi finali, soprattutto per motivi finanziari. Il Consiglio di Stato ha comunque confermato il suo sostegno, permettendone lo svolgimento, seppur a ranghi ridotti. È stata inoltre trovata un’intesa con gli enti locali per la ripartizione dei costi nel biennio 2026–2027, mentre sono in corso valutazioni per una soluzione sostenibile a lungo termine. La continuità della Scuola è fondamentale per garantire il ricambio generazionale, evitare carenze strutturali di personale e limitare la concorrenza tra i diversi corpi di polizia. Ogni anno si registrano circa 30 uscite (pensionamenti, mobilità interna, dimissioni) e l’ingresso regolare di nuove leve permette di compensarle almeno in parte. Le dimissioni, inoltre, raramente significano un abbandono della professione: nella maggior parte dei casi si tratta di scelte personali legate a nuove esigenze di vita».

Come ogni anno, il Sindacato OCST dei Funzionari di Polizia organizza un corso di formazione in preparazione al test d’idoneità previsto per il 30 maggio 2026. Le lezioni sono gratuite e si svolgono tutte online. Per iscriversi al corso preparatorio per il test cognitivo, scrivere a [email protected] indicando nome, cognome, indirizzo e-mail e numero di cellulare. Per maggiori informazioni telefonare allo 091 646 10 31.
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