Il caso

Sotto esame l'offerta al Bagno pubblico: «Poca ombra, e quelle sigarette...»

La qualità degli spazi e della ristorazione alle piscine al centro di un'interrogazione
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Bellinzona
03.07.2026 19:00

Il Bagno pubblico è ancora sotto la lente della politica turrita. Il gruppo Verdi-FA (prima firmataria Elisa Chiapuzzi, con Sara Nisi e Lorenza Giorla) ha indirizzato al Municipio un’interrogazione riguardante l’offerta nella struttura balneare cittadina, e in particolare la qualità degli spazi e la nuova proposta di ristorazione. Come abbiamo riferito recentemente, le piscine sono arrivate a sfiorare nel periodo di canicola, almeno in un’occasione, la cifra «record» di 3 mila accessi giornalieri. Un numero, questo, che - citato nell’atto parlamentare - secondo le consigliere comunali «sembra superare la capacità della struttura di garantire comfort e sicurezza agli utenti». Più frequentemente raggiunta all’inizio degli anni Duemila, meno in anni recenti, la quota - da nostre informazioni - non rappresenta un sovraffollamento del Bagno, la cui capacità tocca, in sicurezza, i 3.500 ospiti giornalieri. Nel testo si sottolineano, tuttavia, diverse problematiche riguardanti l’alta frequenza, come la scarsa disponibilità di zone ombreggiate e aree del tappeto erboso «fortemente deteriorate» e non consone alla sosta degli utenti.

Prevenzione del tabagismo

Non solo. Pur riconoscendo il rinnovamento del servizio di ristorazione, l’interrogazione del gruppo Verdi-FA giudica discutibile la presenza, fra l’altro, «anche di un’attività di fast food» e di distributori di sigarette all’interno dell’impianto sportivo. Una scelta che, secondo Chiapuzzi e cofirmatarie, appare in contrasto con gli obiettivi di promozione della salute e prevenzione del tabagismo. Al Municipio viene quindi chiesto quali misure intende applicare per migliorare le condizioni degli spazi (in riferimento a ombra e prati), e con quali criteri si sia arrivati all’attuale offerta di ristorazione. E se sia prevedibile, in caso di futuri rinnovi delle concessioni, una revisione che permetta una «maggiore valorizzazione degli aspetti legati alla salute pubblica e alla tutela dei giovani».

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