Spazi relax al San Giovanni: «Un'idea vincente per tutti»

L'Ospedale San Giovanni di Bellinzona favorisce la salute psicofisica dei propri collaboratori, puntando su un modello di cura del personale che si riflette direttamente sulla qualità dell'assistenza al paziente. All’interno di un progetto che coinvolge l'intero Ente Ospedaliero Cantonale, la sede della capitale è stata la prima a inaugurare, nel settembre del 2023, un vero e proprio Spazio del Benessere. Un'oasi di circa 100 metri quadrati, completa di amache e sedie a sdraio, a cui i collaboratori possono accedere ventiquattr'ore su ventiquattro per rilassarsi fra un turno e un altro e che oggi trova una dimensione fisica solo in altre due strutture, Locarno e Novaggio. Tra i propositi futuri si vuole portare una stanza destinata al relax anche ad Acquarossa. «L’intento primario è di armonizzare l’atmosfera in reparto affinché poi questo produca un benessere sul paziente», ricorda Simona Minotti, la responsabile del servizio risorse umane del San Giovanni, interpellata dal CdT.
Origini pandemiche
Nata da un'intuizione del 2019, l'iniziativa ha ricevuto una spinta decisiva grazie alla solidarietà e alle donazioni giunte durante l'emergenza Covid, vedendo il suo pieno sviluppo negli anni seguenti. Nelle diverse sedi dell’EOC, il modello scientifico PERMA - ideato da Martin Seligman, padre della psicologia positiva, che indica quegli elementi che concorrono a rendere sereno il clima in un contesto professionale - diventa uno strumento quotidiano per la regolazione delle emozioni, in particolare nutrendo quelle positive, e dello stress, permettendo di sviluppare obiettivi e passioni significative per l’individuo, così da intrattenere relazioni sane e basate sulla fiducia. In un contesto come quello sanitario, dove le persone sono costantemente a contatto con la sofferenza, occuparsi della salute mentale nonché fisica dei dipendenti, si rivela particolarmente rilevante.
Strategie diverse
E il bilancio, oggi, è più che positivo. «Che il luogo di lavoro diventasse un posto in cui sentirsi al sicuro è sempre stato un po' il nostro sogno - afferma Simona Minotti -. È però stato il Covid a dare un’accelerata alla necessità di creare qualcosa di concreto. Se inizialmente, qui a Bellinzona, l’idea era di proporre dei protocolli di mindfulness per l’allentamento della tensione, secondo il modello dello statunitense Kabat-Zinn, l’iniziativa si è poi allargata ad altri ambiti, integrando, ad esempio percorsi di sport e alimentazione». Accanto alla mindfulness, che ha rappresentato il vero punto di partenza, sono stati così introdotti approfondimenti sulla nutrizione, tra cui il digiuno intermittente, e attività mirate all’esercizio fisico, come l’allenamento per la schiena. A questi temi si sono aggiunti seminari sulla leadership e sulla gestione del tempo. Non mancano, poi, sessioni di yoga e pilates che hanno luogo proprio all’interno della sala benessere, cui si accede esclusivamente con il tesserino e dove, in uno spazio arredato con colori caldi, si può anche cercare un momento di solitudine e silenzio. Il riscontro è positivo: attraverso una e-mail dedicata arrivano nuovi suggerimenti e parole di ringraziamento.
Anche a Locarno
Le strategie volte a ottimizzare la qualità della vita lavorativa all’interno dell’EOC sono declinate in modo specifico in ogni sede. A Locarno queste proposte hanno vissuto la loro fase più intensa nel triennio successivo alla crisi sanitaria. «Ci siamo resi conto del bisogno di lanciare programmi in modo da riequilibrare l’ambiente professionale», racconta al CdT Sara Barbone, responsabile delle risorse umane della Carità. Così, dal 2020 sono state ospitate conferenze sulle neuroscienze e organizzate giornate focalizzate su discipline come Tai Chi, Qi Gong e l'ascolto delle campane tibetane. In seguito, l'attenzione si è spostata sui temi dell'ospitalità e dell’accoglienza, espressi attraverso gesti simbolici come la «costellazione dei complimenti» su un’apposita lavagna. La sospensione delle attività iniziali è stata decisa nella volontà di una presa di distanza dall'esperienza pandemica. Durante la prima ondata, infatti, l'approccio era stato più diretto: per offrire sollievo immediato al personale sotto pressione, era stata allestita un'area dotata di sdraio e pensata per il relax e l’arte terapia.
Tuttavia, la tutela del personale rimane una priorità: «In ogni ambito, ma in particolar modo in quello ospedaliero, la qualità con cui ci relazioniamo con l’altro fa la differenza – spiega Sara Barbone –, ed è fondamentale nella prevenzione del burn out, delle aggressioni sul luogo di lavoro e in generale nella prevenzione dei conflitti. In questo senso, coltivare le proprie capacità comunicative permette di creare un contesto di fiducia che si oppone alla paura». Proprio per dare continuità a questo impegno, il 13 novembre 2024 - in occasione della Giornata Internazionale della Gentilezza, ricorrenza ormai consolidata per l’istituto come pure l’ente cantonale tutto - è stata inaugurata lo Spazio Benessere a Locarno. In questa sala, tra cuscini e diffusori di aromi, ci si può ritagliare del tempo per ascoltare della musica o fare degli esercizi di respirazione accompagnati da un grande schermo su cui sono caricate meditazioni guidate, promuovendo un approccio olistico all’equilibrio psicofisico all'interno delle strutture sanitarie.
