Luganese

Sui Denti della Vecchia un crollo «già previsto»

A staccarsi alcune migliaia di metri cubi di materiale: è una parte dell’ingente franamento dello scorso maggio, rimasta bloccata da un masso tra la zona boschiva e la roccia – Andrea Pedrazzini: «Evento atteso» – Domani altri sopralluoghi
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
23.09.2025 19:25

Non si registrano fortunatamente grossi danni materiali, ma la giornata di oggi si è rivelata particolarmente intensa dal punto di vista del maltempo. Iniziando dai Denti della Vecchia, dove nel pomeriggio si è verificato un distacco di alcune migliaia di metri cubi di materiale. Parliamo «di una parte dei detriti che erano franati lo scorso maggio e che si trovavano in una posizione instabile», dice al Corriere del Ticino il geologo cantonale Andrea Pedrazzini. Insomma, un evento atteso, tanto che la zona è stata costantemente monitorata dai tecnici del Dipartimento del territorio. «Parte dei trentamila metri cubi franati a maggio si sono depositati nella parte alta, tra la roccia e la zona boschiva, bloccati da un masso (poi sceso oggi, ndr). Speravamo che con le piogge estive potesse liberarsi da solo, ma è successo solo ora». Se qualche mese fa il distacco è stato particolarmente importante, oggi a franare è stata una quantità più contenuta: cinque o seimila metri cubi, ma probabilmente anche meno.

Nella giornata di domani verranno effettuati dei sopralluoghi per capire fino a dove è franato il materiale e per scongiurare la formazione di altri tappi. «Dalle informazioni in nostro possesso non è arrivato niente sul sentiero che collega Creda a Murio, già chiuso in via precauzionale. Ma oggi è troppo pericoloso per un sopralluogo».

La zona, e parliamo di tutti i Denti della Vecchia, «è per definizione una montagna dove sassi di piccole-medie dimensioni cadono regolarmente». Ma il crollo dello scorso 11 maggio in località Meriggio – come detto, parliamo di trentamila metri cubi franati nella valle tra Scirona e il Monte Creda tra le 7.30 e le 8 del mattino – era «piuttosto raro e particolare; negli ultimi anni non se ne erano verificati», ci aveva detto lo stesso Pedrazzini in quell’occasione.

Tra le due dogane

Uno smottamento è stato segnalato anche tra le dogane di Gandria e Oria. In territorio ticinese, dice il geologo cantonale, «sono caduti dei sassi di piccole dimensioni, l’acqua si è riversata sul manto stradale e una rete di protezione era piena di materiale».

Pompieri in azione

Dalla montagna al lago: le forti piogge hanno creato qualche grattacapo anche in riva al Ceresio, dove una barca ormeggiata all’altezza di Riva Caccia è affondata. Sul posto, sono intervenuti i pompieri di Lugano che hanno contenuto la fuoriuscita di liquidi dal motore posando un‘apposita barriera di contenimento. Nei prossimi giorni si provvederà al recupero dell‘imbarcazione.

Qualche chilometro più a nord, invece, i pompieri del centro di soccorso di Lugano sono stati allarmati attorno alle 15 per un’auto rimasta bloccata a causa dell’allagamento di un sottopassaggio in via Industria a Taverne-Torricella. L’acqua si è accumulata a causa delle abbondanti precipitazioni cadute nella zona e ha colto di sorpresa il conducente di una Lancia immatricolata in Ticino, il quale è fortunatamente uscito incolume dalla scomoda situazione. Sul posto è intervenuta anche la Polizia per gli accertamenti del caso.

Sempre nel pomeriggio, le forti piogge hanno creato disagi pure a Figino-Casoro, dove l’acqua è uscita dai tombini creando un vero e proprio fiume sulla strada.

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