Sul salario minimo sociale c’è una prima bozza d’intesa

C’è una prima bozza d’intesa basata su cinque punti generali per portare avanti un controprogetto all’iniziativa popolare sul salario minimo sociale.
Nelle scorse settimane, come noto, esponenti di partiti hanno portato avanti le trattative per cercare un compromesso sulla proposta socialista che – ricordiamo – mira a innalzare l’attuale soglia del salario minimo, agganciandola alle prestazioni complementari, ed escludere le deroghe per i contratti collettivi di lavoro.
E ora, secondo quanto appreso dal Corriere del Ticino, è stata trovata una prima bozza d’intesa, basata in particolare su cinque princìpi generali, che saranno la base di partenza per il futuro della discussione. Bozza che sarà presentata questa mattina in Commissione gestione e finanze, dove il tema «presentazione della proposta di compromesso» sull’iniziativa popolare, come abbiamo potuto verificare, è all’ordine del giorno.
Su quali siano concretamente i cinque punti sui quali è stata trovata una prima intesa di massima al momento non è trapelato nulla. Molto probabilmente se ne saprà qualcosa di più oggi pomeriggio, dopo la riunione della Gestione. Ma, va da sé, questi cinque princìpi generali dovranno in qualche modo sciogliere i «nodi» e le divergenze principali che restavano tra le parti. Su tutti, come avevamo riferito nelle scorse settimane: il quantum (ossia dove posizionare la forchetta del salario minimo); la questione delle deroghe per i contratti collettivi di lavoro; l’eventuale sistema di ancoraggio del salario minimo a prestazioni sociali o ad altri parametri.
I «giochi», va comunque sottolineato, a questo punto sono tutt’altro che fatti. Dopo la presentazione di questa mattina dei cinque princìpi generali previsti dalla bozza, va da sé che tutti i partiti (così come i sindacati e l’economia) dovranno ancora posizionarsi ufficialmente su di essi. Senza dimenticare che l’applicazione e la traduzione concreta di questi cinque punti, nero su bianco, andrebbe comunque ancora definita nel dettaglio.
Ma, a essere cruciale per il futuro dell’eventuale intesa sarà pure un altro appuntamento. Giovedì sera il Partito socialista ha infatti già convocato un comitato cantonale straordinario a Lugano per – citiamo dall’invito – «discutere e decidere con voi (ndr. la base del partito) se sostenere questo eventuale controprogetto e ritirare di conseguenza la nostra iniziativa, oppure come impostare la campagna se il voto popolare venisse confermato». Insomma, come detto, il voto del «parlamentino» socialista sarà fondamentale per il seguito delle discussioni. E il risultato, anche in questo caso, non è scontato. Una bocciatura del compromesso darebbe infatti subito il là per la campagna di voto. Un sì dei delegati socialisti, invece, darebbe alle parti ancora alcune settimane per chiarire i dettagli e redigere un rapporto all’attenzione del Gran Consiglio.


