Il caso

Sulla riunione di Zali sarà sentita pure la magistrata

La Gestione stamane ha incontrato quattro dei cinque partecipanti alla riunione voluta dal consigliere di Stato sul 14.enne in carcere – Dadò: «Né rassicurazioni, né preoccupazioni, verifichiamo i fatti» – E ora la Commissione Giustizia e diritti ascolterà Gnesa e il CdM
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
30.06.2026 16:34

Proseguiranno anche nei prossimi giorni gli approfondimenti della Sottocommissione finanze che – nell’ambito del suo compito di Alta vigilanza sul Consiglio di Stato e sull’Amministrazione cantonale – sta verificando la vicenda scaturita dalla riunione indetta da Claudio Zali in merito alla presenza in carcere per diverse settimane di un 14.enne, figlio di una sua conoscente.

Questa mattina, l’organo parlamentare ha «audizionato» separatamente (e per circa tre ore) quattro delle cinque persone presenti all’ormai famosa riunione: il consigliere di Stato Claudio Zali, la direttrice della Divisione giustizia, il direttore delle strutture carcerarie e la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’EOC.

Audizioni da cui – abbiamo chiesto al coordinatore della Sottocommissione, Fiorenzo Dadò – sono emerse più rassicurazioni o preoccupazioni? «Né rassicurazioni, né preoccupazioni», ha risposto il presidente del Centro. Anche perché, ha aggiunto, «adesso dobbiamo mettere assieme tutto il materiale raccolto e capire se vi sono delle incongruenze (ndr. tra le varie ricostruzioni della riunione fornite dalle persone audizionate) e se vi saranno ulteriori approfondimenti da fare».

Insomma, è ancora troppo presto per tracciare un bilancio di quanto accaduto. E, soprattutto, è ancora presto per dire se vi sia stata o meno, da parte di Zali, un’ingerenza o una violazione del principio della separazione dei poteri. «Non sono oggi assolutamente in grado di dare una valutazione», ha affermato a tal proposito Dadò. «Il nostro compito in questo momento non è dare un giudizio, bensì quello di appurare dei fatti. E poi sarà la Commissione della Gestione, o eventuali altri organi, a dover dire quello che pensano». Già, anche perché la Sottocommissione è stata incaricata unicamente di verificare i fatti. Dopodiché sarà la Gestione a fare le vere valutazioni. «La Sottocommissione – ha spiegato Dadò – dovrà fare un rapporto all’indirizzo della Gestione. La quale poi discuterà e valuterà se è il caso di segnalare qualcosa e a chi segnalarlo».

Le audizioni, ad ogni modo, si sono svolte in un clima sereno. E lo stesso coordinatore della Sottocommissione ha sottolineato che «il rapporto è stato molto collaborativo da parte di tutti, compreso l’onorevole Zali».

Altre audizioni

Ora, a cercare di fare chiarezza sulla vicenda, come noto, sarà anche un’altra Commissione, la «Giustizia e diritti». Che, dopo aver ricevuto un parere giuridico sui suoi limiti d’azione in vicende di questo tipo, proprio questa mattina – come ci conferma la presidente del gremio, Cristina Maderni (PLR) – ha deciso «di procedere a un esame preliminare di quanto accaduto, audizionando il Consiglio della Magistratura (ndr. ossia l’organo di vigilanza sul potere giudiziario) e la magistrata dei minorenni, Fabiola Gnesa», ossia anche la quinta persona presente a quell’incontro indetto da Zali. Le audizioni, ha precisato Maderni, si terranno nei prossimi giorni, al più tardi all’inizio della prossima settimana. E, anche in questo caso, «l’intenzione della Commissione è quella di comprendere come si è svolto questo incontro e se è stata rispettata la separazione dei ruoli, se vi sono state criticità organizzative o se vi sono state delle ingerenze o pressioni». Ovviamente, nel rispetto della separazione dei poteri, «senza entrare nei dettagli del caso specifico riguardante il 14.enne, che compete unicamente alla Magistratura».

Correlati
Zali (in parte) si smentisce, e la politica approfondisce
La Gestione ha deciso stamane che effettuerà degli approfondimenti sulla riunione indetta dal consigliere di Stato riguardo al minorenne incarcerato alla Farera – Le sue dichiarazioni in un'intervista, però, vengono smentite da quanto aveva affermato lo scorso 8 giugno in Parlamento