Il caso

Sulla riunione di Zali, una commissione attende l'altra

La Giustizia e diritti aspetta la riunione di domani della Gestione per capire se eventualmente muoversi e coordinarsi per fare luce sull'incontro indetto dal consigliere di Stato riguardante la carcerazione di un minorenne
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
22.06.2026 16:45

Occorrerà attendere perlomeno fino a domani pomeriggio per comprendere se la politica parlamentare, attraverso una delle sue commissioni, vorrà far luce sulla riunione che avrebbe indetto il consigliere di Stato Claudio Zali nelle scorse settimane a seguito della presenza in carcere di un 14.enne, figlio di una sua conoscente. Riunione con alti funzionari e con la magistrata dei minorenni durante la quale, parrebbe, lo stesso «ministro» (responsabile politico della Magistratura, ma non delle strutture carcerarie) avrebbe sollecitato la scarcerazione del giovane.

Questa mattina, infatti, come previsto la Commissione giustizia e diritti si è soffermata sulla vicenda ma, come vedremo, per il momento ha preferito attendere gli sviluppi che potrebbero giungere proprio domani da un’altra commissione, la Gestione e finanze. A cui compete, non a caso, l’Alta vigilanza sull’amministrazione cantonale e sul Consiglio di Stato.

«Per ora la Commissione giustizia e diritti non ha preso alcuna decisione formale», ha chiarito sin da subito la presidente del gremio parlamentare, Cristina Maderni (PLR), al termine della riunione a Palazzo delle Orsoline. «Abbiamo fatto una discussione interna e abbiamo compreso che c’è una problematica per quanto riguarda le carceri». Per quanto invece concerne il caso specifico, ossia la riunione indetta da Zali, «abbiamo fatto valutazioni interne, ma ciò che è stato deciso è di attendere la riunione della Gestione di domani». E questo, ha spiegato Maderni, «proprio per comprendere i passi eventualmente da fare, ed eventualmente se farli in comune». Insomma, le due commissioni devono coordinarsi prima di eventualmente muoversi. Anche perché, va detto, i due gremi parlamentari hanno evidentemente competenze diverse su tematiche di questo genere. Senza dimenticare che della vicenda si occuperà in queste settimane pure il Consiglio della Magistratura, l’organo cui compete il potere disciplinare e di sorveglianza sui magistrati. Non a caso, Maderni ha pure precisato che la Commissione deve ancora attendere eventuali sviluppi anche su questo fronte, in particolare perché «non deve esserci interferenza da parte nostra sul lavoro» del Consiglio della Magistratura.

Sia come sia, domani la presidente della Giustizia e diritti sentirà il presidente della Gestione, Fiorenzo Dadò, per poi capire come eventualmente muoversi e coordinarsi. E, se vi fosse la necessità, una riunione straordinaria della Giustizia e diritti potrebbe essere convocata la prossima settimana.

Per quanto riguarda, invece, la problematica della carenza di strutture dedicate per minorenni in difficoltà, la Commissione chiederà al Consiglio di Stato un aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto per la creazione di un Centro educativo chiuso per minorenni, già approvato nella scorsa legislatura dal Gran Consiglio.

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