Lugano

Tentato omicidio al Ciani, arresti confermati

Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha avallato la misura restrittiva della libertà nei confronti dei quattro presunti autori del brutale pestaggio di giovedì sera - Sullo sfondo dell’aggressione potrebbero esserci motivi di droga
Screenshot video
Nico Nonella
13.07.2026 19:14

Resteranno in carcere alla Farera le quattro persone fermate e poi arrestate per la brutale aggressione avvenuta giovedì al Parco Ciani di Lugano. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha infatti confermato la misura restrittiva della libertà nei confronti dei (presunti) aggressori: si tratta di un 36.enne cittadino iraniano, di un 35.enne cittadino etiopico e di un 33.enne cittadino albanese, tutti senza fissa dimora, nonché di un 46.enne cittadino italiano domiciliato nel Mendrisiotto. Le ipotesi di reato nei loro confronti sono di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e lesioni semplici. Lo ha confermato al Corriere del Ticino il Ministero pubblico. La vittima dell’aggressione è un 32.enne kosovaro domiciliato nel Luganese, il quale era stato colpito al volto riportando delle fratture che hanno necessitato un trasporto in ospedale. Le immagini del pestaggio, alla quale avevano assistito anche diversi passanti, erano state condivise sui social nelle ore immediatamente successive ai fatti. In un video si può notare come la vittima, a terra, venga ripetutamente colpita con pugni e calci, anche alla testa. L’aggressione sarebbe, ma il condizionale resta d’obbligo e in questo senso non ci sono conferme ufficiali, riconducibile al consumo e allo spaccio di stupefacenti.

Domande politiche

Quel che è certo è che quanto accaduto ha infiammato la politica cittadina: diversi consiglieri comunali, via social, hanno chiesto senza giri di parole l’allontanamento dei tossicodipendenti dal parco («Pensare di risolvere il fenomeno droga solo con la repressione è un’illusione - ha replicato dalle nostre colonne la capodicastero Sicurezza, Karin Valenzano Rossi -. Si deve cambiare passo anche a Lugano e implementare quelle misure che già ci sono in altre città ma che in riva al Ceresio hanno sempre incontrato resistenza») mentre la Lega dei ticinesi, venerdì, ha inoltrato un’interrogazione sul tema. A questa se ne aggiunge una, sempre targata Lega, di Omar Wicht. Pur non citando espressamente l’aggressione, il consigliere comunale parla del problema dell’abuso «di alcol e sostanze stupefacenti (crack in primis)». Tra le varie domande all’Esecutivo, Wicht vuole sapere quali interventi specifici sono previsti nelle scuole, nei centri giovanili e nei luoghi di aggregazione notturna, e se sono previsti controlli e azioni di sensibilizzazione, in particolare in occasione di eventi e manifestazioni. 

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