Ticino

Un franco per cercare una targa, che cosa si può sapere e quali sono i limiti

Dal 1. novembre il Cantone passerà a eAutoindex, disponibile anche in italiano – Dopo la sottrazione di dati di inizio mese, oltre 100 richieste di blocco al giorno – I dati oscurati possono essere comunicati solo nei casi previsti dalla legge
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Jenny Covelli
28.09.2026 15:15

«Anche il Canton Ticino è stato interessato dalla sottrazione automatizzata di dati pubblici relativi ai detentori di veicoli, già segnalata nei giorni scorsi da altri Cantoni». Era il 3 settembre e il Dipartimento delle istituzioni (DI) annunciava di avere disabilitato la pagina web «Elenco targhe Cantone Ticino». Oggi, la Sezione della circolazione ha comunicato che, a partire dal 1. novembre 2026, il Cantone si avvarrà della piattaforma eAutoindex, le cui richieste diventeranno a pagamento.

Il Ticino cambia. E saluta l'abitudine di scrivere «targhe Ticino» sui  motori di ricerca per poi essere reindirizzati sulla pagina web in cui inserire il numero di targa e ritrovarsi (a meno che non fosse protetta) nome, cognome e indirizzo del detentore. Ma perché si poteva fare? Il quadro federale è definito dall’articolo 89g della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr): i Cantoni possono rendere pubblici i dati della persona associata a una targa. In Ticino le condizioni del servizio circoscrivono l’uso a finalità legate alla circolazione stradale, non commerciali (ad esempio per contattare qualcuno dopo un danno a un’auto parcheggiata, un sinistro o un problema legato al veicolo).

Targhe sempre più «protette», il picco a inizio mese

Bisogna ammetterlo, però: chi non ha mai consultato la pagina «Elenco targhe» semplicemente per «curiosare»? Con la possibilità di ritrovarsi di fronte al messaggio «La targa è protetta. Il proprietario ha deciso di non rendere pubblici i suoi dati». Sono 248 mila i proprietari di auto targate TI (dato giugno 2026) e di questi 66.619 avevano chiesto e ottenuto l’anonimato. È un diritto ed è sufficiente compilare, firmare e spedire il formulario disponibile online con la richiesta di eliminare la propria targa dall'elenco pubblico consultabile online (senza indicare la motivazione).

Dopo il 3 settembre, «abbiamo inizialmente notato un incremento significativo, registrando oltre 100 richieste di oscuramento al giorno», spiega da noi interpellato Gianbattista Pron, aggiunto Capo della Sezione della circolazione. «Questo picco iniziale è poi andato rapidamente scemando, tornando ai livelli normali che si attestano a circa 30 richieste giornaliere». Con il passaggio a eAutoindex, le tutele per la privacy già in vigore non verranno modificate, chiarisce Pron. Ricordando che i dati di chi aveva già richiesto l'oscuramento non sono stati toccati dalla fuga di dati di settembre.

Dal 1. novembre anche in italiano

Sono quindici i Cantoni che attualmente utilizzano il sito comune eAutoindex. Il Ticino sarà il sedicesimo, dal 1. novembre. Il sito è attualmente disponibile in tedesco e in francese. «Dal momento che il nostro cantone aderisce ufficialmente alla piattaforma, il sistema verrà implementato anche in lingua italiana», sottolinea Gianbattista Pron. «L'adozione del servizio da parte del nostro Cantone porta inevitabilmente all'aggiornamento linguistico del portale intercantonale per servire adeguatamente l'utenza ticinese».

Richieste a pagamento

Che cosa cambia, concretamente? La principale novità per l'utenza consisterà nel fatto che le singole richieste di ricerca diventeranno a pagamento. eAutoindex , nella sezione FAQ, indica una tariffa di 1 franco per consultazione. Il portale è un sistema intercantonale gestito dall'ASA (Associazione dei servizi della circolazione). L'importo pagato dall'utenza viene inizialmente incassato proprio dall'ASA. Successivamente, l'Associazione riversa ai singoli Cantoni la rispettiva quota parte, dopo aver dedotto i costi necessari per lo sviluppo, la gestione tecnica e la manutenzione del servizio stesso, ci viene spiegato dalla Sezione della circolazione.

«Il passaggio al sistema a pagamento funge specificamente da barriera tecnica e finanziaria volta a disincentivare l'uso improprio del sistema», chiarisce l'aggiunto Capo Pron. «Il fatto di dover pagare 1 franco per ogni ricerca andrà inevitabilmente a scoraggiare tutte quelle interrogazioni legate alla "semplice curiosità" che avvenivano con il sistema gratuito». Per quanto concerne la protezione della privacy e i contatti sgraditi, invece, l'oscuramento dei dati (che continuerà a essere garantito anche col nuovo sistema) rimane lo strumento principale.

Attenti alle truffe

A seguito dell'episodio verificatosi a inizio mese, il Dipartimento delle istituzioni ha proattivamente rinnovato l'invito alla popolazione a diffidare di lettere, e-mail o SMS inattesi che richiedano pagamenti urgenti, o la comunicazione di dati personali e finanziari (facendo riferimento a presunte multe, tasse di circolazione, controlli tecnici o pedaggi esteri).

Come distinguere, dunque, le comunicazioni vere (come ad esempio la lettera da parte della società di incasso NIVI Credit, la quale si occupa del recupero dei pedaggi delle Pedemontana Lombarda)? «Per capire se una richiesta è autentica o frutto della sottrazione di dati, la raccomandazione assoluta è di ignorare i recapiti (link, numeri di telefono o IBAN) forniti nella comunicazione sospetta», conclude Pron. «In caso di dubbio, il cittadino deve verificare la posizione contattando l'autorità o l'ente competente esclusivamente attraverso i canali ufficiali, ad esempio cercando autonomamente il sito web ufficiale dell'ente di riscossione su un motore di ricerca e inserendo lì i propri dati per la verifica».

Pagare la consultazione su eAutoindex non permette di aggirare il blocco chiesto dal detentore. In base all’articolo 89g della Legge federale sulla circolazione stradale, il servizio cantonale della circolazione può comunicare nome e indirizzo del detentore a chi partecipa a una procedura d’ammissione alla circolazione, a chi è coinvolto in un incidente stradale oppure a chi fa valere per iscritto un interesse sufficiente in vista di un procedimento. La richiesta va indirizzata al servizio della circolazione del Cantone competente — in Ticino, alla Sezione della circolazione — spiegando il motivo.
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