Chiasso

Vi ricordate le tre torri? Ne svetterà una soltanto

Un unico edificio amministrativo di sei piani dedicato ad uffici – È quanto sorgerà in via Como, dove è stata demolita l’ex fabbrica Trecor – Si tratta del terzo tentativo edilizio: da tre palazzi, si è passati a due ed ora a uno solo
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
04.10.2025 06:00

«Le torri capaci di pensare che cambieranno Chiasso». Si intitolava così il primo articolo che abbiamo dedicato al progetto che avrebbe dovuto essere realizzato dove un tempo c’era l’ex Trecor, a Chiasso. Era il dicembre 2020 e il disegno tratteggiato in quell’area era futuristico per visione e contenuti. Si parlava di un incubatore di start-up, di green economy, di torri capaci di pensare, di un museo dello sport e un ristorante. Insomma, le Illiar Tower (questo il nome del progetto) avrebbero dovuto diventare la nuova «porta d’entrata» di Chiasso per chi giunge da sud.

«Vuoto» da colmare

Quella visione non è però andata in porto. Oggi in via Como dove c’era la Trecor c’è un «vuoto». A indicare la possibile volumetria di nuove edificazioni negli anni sono più volte spuntate delle modine. Prima a tratteggiare tre torri, poi due (anche per evitare un’area inquinata, come vedremo tra poco) e ora un’ulteriore conformazione. Ogni variante del progetto è stata accompagnata da una domanda di costruzione. La più recente delle quali è in pubblicazione attualmente (lo resterà fino al 17 ottobre).

L’obiettivo è naturalmente di colmare quel «vuoto» creato dall’abbattimento della Trecor. Il numero di edifici che lo dovranno riempire è però nuovamente diminuito (la volumetria rimane però importante: circa 834 metri quadri per piano). Il progetto in pubblicazione prevede infatti l’edificazione di un solo grande stabile. Conterà sei piani fuori terra che accoglieranno degli uffici (più un piano interrato con 27 posteggi). L’investimento stimato per condurre in porto l’operazione è di 14,5 milioni di franchi. La durata del cantiere è stimata in due anni.

Niente centro medico

Dalla forma ai contenuti. Perché negli anni, e con il susseguirsi delle richieste edilizie, sono mutate anche la distribuzione e la prospettata occupazione degli spazi. Dai contenuti commerciali e amministrativi, a quelli puramente amministrativi indicati nell’attuale incarto. Accantonate le idee del ristorante, dell’intelligenza artificiale e del museo, ma anche quella del centro medico di cui si parlava quando le torri dovevano essere due, ora si parla più genericamente di uffici. Quelli che dovrebbero essere accolti da ognuno dei sei piani sono circa 25. Dieci in più, dunque 35, invece i posteggi che saranno creati esternamente. Saranno ubicati sulla superficie di terreno che ha dovuto essere bonificata a causa della presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo (legate alla vecchia attività orologiera). Un fatto che ha ostacolato non poco il progetto. Lì infatti non si può costruire, nemmeno dopo la bonifica, e la rinuncia alle tre torri è legata anche a questa circostanza. Ma questa è musica del passato.

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