Violenza alla stazione di Mendrisio, tra insulti, pugni e minacce

Minacce, insulti, pugni e apprensione degli ignari pendolari in attesa del treno. Tutto in pieno giorno, in un luogo affollato come la stazione di Mendrisio e la pensilina dei bus, situata a pochi metri di distanza. Una «zona calda» teatro mercoledì scorso di scene di violenza. Dopo che già la sera precedente era avvenuta una lite simile. Episodi che hanno visto il pronto intervento dagli agenti di polizia e che sono stati condannati dai testimoni. Non solo perché a farsi male, anche in modo serio, potrebbero essere i protagonisti delle «scazzottate», ma pure i passeggeri dei treni. Un testimone della lite di mercoledì spiega che è avvenuta quando il treno era «decisamente affollato di pendolari che rientravano dalla giornata lavorativa». E oggi spuntano alcuni video a confermare le sue parole: una rissa al grido di «ti ammazzo!», tra le urla dei presenti e le condanne. «Questo devono espellerlo dalla Svizzera», commenta qualcuno.
Purtroppo, non si tratta di casi isolati, ma di scene che si ripetono da mesi. E ancora una volta, il capodicastero Sicurezza e prossimità Samuel Maffi ha spiegato al CdT che «la polizia è molto impegnata su questo fronte, anche a titolo preventivo». La presenza sul posto non manca. E lo testimonia anche la celerità con la quale le pattuglie sono intervenute sia martedì che mercoledì sera (in un video si vedono almeno 4 agenti immobilizzare a terra un uomo). Secondo Maffi, questi, sono però «argomenti che vanno oltre la politica comunale».
«Da parte nostra - ha garantito il municipale di Mendrisio - c’è massima attenzione per il territorio e la sicurezza sia, ripeto, per quanto riguarda le misure preventive, sia a titolo di misure repressive ovvero quando è richiesto l’intervento di polizia. Determinate tematiche però esulano dalla competenza locale, ma salgono a un livello cantonale o federale», ha evidenziato il capodicastero riferendosi alla recente notizia del congelamento del test pilota al Centro federale d’asilo di Pasture: «La contrarietà espressa nei confronti di questa fase di test ne è un esempio. La gente, e di riflesso le autorità locali, cominciano ad essere stanche di riscontrare sempre più spesso questo tipo di situazioni problematiche causate da migranti indisciplinati», ha concluso.
