Il dibattito

Viabilità in Città Vecchia, i pro e i contro ora sono nero su bianco

È pronto il documento finale allestito dal gruppo di lavoro incaricato di riflettere sull’esame di una nuova gestione del traffico nel quartiere storico di Locarno - Il testo sarà consegnato la prossima settimana - Il sindaco Nicola Pini: «La Commissione della gestione ne terrà conto per la discussione del messaggio»
Via Cittadella e, a destra, via Borghese: due strade al centro della prova su una gestione alternativa © CdT/Gabriele Putzu
Jona Mantovan
22.01.2026 06:00

Dopo un anno, il documento conclusivo del gruppo di lavoro che dovrà seguire la prova di tre mesi per una nuova gestione viaria in Città Vecchia - voluta dal Municipio per sgravare il nucleo storico dal cosiddetto traffico parassitario - ora è realtà. Ben presto, il centro storico potrebbe liberarsi (almeno temporaneamente) di quelle oltre 6.000 automobili che attraversano la zona senza fermarsi, trattando il nucleo alla stregua di una scorciatoia, con l’illusione di risparmiare qualche minuto sull’arrivo a destinazione.

La riunione finale si è tenuta martedì sera e la settimana prossima, una volta apportati gli ultimi ritocchi, le riflessioni saranno consegnate al Municipio. Il sindaco di Locarno, Nicola Pini, ribadisce al Corriere del Ticino che la Commissione della gestione «ne terrà conto per la discussione del messaggio». Messaggio nel quale si chiedono 140 mila franchi «destinati ad affinare il progetto e a organizzare la sperimentazione».

Se durante la prova si riscontreranno effetti negativi, abbiamo la garanzia di poterla interrompere in qualsiasi momento
Niso Reguzzi, membro del comitato della Pro Città Vecchia

Una porta che resta aperta

Oltre a lui, al tavolo anche il vice, Claudio Franscella, e la capodicastero Sicurezza, Elena Zaccheo. Assenti, come annunciato qualche giorno fa (vedi anche l’edizione del 17 gennaio), i contrari: «Non è stata individuata una soluzione condivisa», avevano fatto sapere. «Da parte nostra c’è la volontà di tenere una porta aperta anche per chi non c’era all’appuntamento di chiusura», afferma Niso Reguzzi, del comitato della locale «pro», che ha coordinato il processo insieme alla presidente, Franca Antognini, e al vice, Emanuele Patelli. «Le loro osservazioni restano comunque all’interno del nostro rapporto. Li avevamo incoraggiati a partecipare, anche senza dover firmare nulla, perché l’obiettivo è fornire tutti gli elementi necessari, sia a favore sia contro, affinché il Legislativo possa poi decidere in modo informato».

Per quanto riguarda i contenuti, il testo si concentra sui temi più sensibili, soprattutto per quanto riguarda le vie Cittadella e Borghese, ossia le due arterie maggiormente coinvolte.

La «clausola di reversibilità»

«Su questi punti è emersa in modo evidente la visione dei due schieramenti, con motivazioni legittime da entrambi i fronti. Quello che ne è uscito, però, è che tale esperimento vada sostenuto, ma anche accompagnato con attenzione, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. È fondamentale spiegare bene come funzionerà la nuova viabilità e aiutare commercianti, residenti e anche visitatori o turisti a capire cosa cambia nel concreto, proprio per evitare fraintendimenti».

La compagine, come già scritto, avrà un ruolo nel corso di tutta la fase «cruciale»: «L’idea è che resti parte integrante del processo, affiancando i vari passaggi, già prima della messa in funzione, ad esempio, del sistema di telecamere. Insieme ai tecnici e a chi si occuperà dell’attuazione concreta, sono previsti incontri per definire i dettagli e stabilire in che modo controllare l’andamento complessivo». Ma non solo: perché, nella versione definitiva sarà chiaramente indicata, nero su bianco, una sorta di «clausola di reversibilità».

Informazioni chiare

«Se dovesse emergere che questo “esame” non sta dando i risultati sperati o sta creando effetti negativi, ci sarebbe la possibilità di intervenire, anche arrivando a fermarlo prima del termine previsto». Un’altra delle cose che si vorrebbero evitare - conclude Reguzzi - è che «per informazioni incomplete o interpretazioni sbagliate, le persone rinuncino a frequentare negozi, locali pubblici o anche solo usufruire dei servizi che abbiamo qui, pensando che l’accesso sia negato o che il sistema sia più restrittivo di quanto lo sia in realtà».

Il perimetro del quartiere Città Vecchia di Locarno
Il perimetro del quartiere Città Vecchia di Locarno
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