Ticino

«Zali smentisca le registrazioni, oppure si dimetta»

Lo chiedono i Verdi Liberali del Ticino in una nota diffusa oggi in merito al caso che vede coinvolto il presidente del Governo ticinese
© Gabriele Putzu
Red. Online
23.07.2026 16:34

«Le registrazioni emerse di recente nelle quali una voce attribuibile al Consigliere di Stato Claudio Zali suggerisce a una donna di picchiare, come avrebbe già fatto lui, o far picchiare da terzi una persona, sono a dir poco sconcertanti. Zali smentisca la veridicità di queste registrazioni oppure si dimetta». A chiederlo è il Partito dei Verdi Liberali del Ticino in una nota odierna diffusa in relazione al caso che ha coinvolto il presidente del Governo ticinese

Il fatto che il Consigliere di Stato non abbia né confermato né escluso l’attribuzione degli audio, «ci preoccupa enormemente e alimenta il sospetto che quelle frasi inaccettabili e pronunciate con toni tutt’altro che scherzosi siano veramente sue. Chiediamo quindi a Claudio Zali un chiarimento pubblico e immediato sull’autenticità e sul contesto di quelle registrazioni. Qualora il Consigliere di Stato non ne mettesse in dubbio l’autenticità, chiediamo che rinunci alla sua carica». Secondo gli esponenti del PVL «un Consigliere di Stato dovrebbe essere un modello per la cittadinanza e, se consiglia di risolvere i problemi con la violenza o tramite la violenza di terzi, non è atto a rappresentare il Ticino e la sua popolazione».

Nel frattempo, e indipendentemente dall’esito degli accertamenti sulle registrazioni, i Verdi Liberali del Ticino chiedono due misure a tutela della credibilità delle istituzioni: «La nomina di un procuratore straordinario esterno al Cantone per indagare sul caso, affinché nessuna delle inchieste in corso e future possa essere sospettata di condizionamenti. E il passo indietro immediato di Zali dalle responsabilità politiche sulla polizia cantonale e sulla magistratura, con attribuzione di tali competenze a un altro membro del Governo. Questa richiesta è inoltre giustificata anche dal procedimento penale aperto nei suoi confronti per abuso di autorità e tentata coazione in relazione al caso del quattordicenne detenuto alla Farera».

Infine il partito pone una riflessione d più ampio respiro: «Nell’ultima legislatura gli scandali di alto livello e coinvolgenti le istituzioni si sono succeduti senza sosta: il caso Eolo Alberti, le elezioni pilotate in magistratura, il caso Gobbi, le ingerenze di Zali in una procedura giudiziaria e ora anche questa vicenda. Il susseguirsi di questi eventi è sintomo di una leadership carente a livello etico e che ha smarrito il senso della distanza fra interesse pubblico e interesse personale. Il Ticino ha bisogno di un cambio di classe politica: di persone integre, che antepongano l’interesse comune a quello personale o partitico e che servano davvero il Cantone e le persone per cui lavorano».

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