Il reportage

Quando il termometro balla male

Ma davvero siamo diventati tutti ecologisti con la crisi del gas?
© CdT/Chiara Zocchetti
Andrea Stern
Andrea Bertagni
Davide Illarietti
Andrea Stern,Andrea BertagnieDavide Illarietti
15.01.2023 07:00

La commessa alza un po’ la gonna per mostrare il polpaccio: indossa una calzamaglia. «Qui siamo tutti vestiti a strati, fa troppo freddo». Al piano terra della Manor di Lugano in realtà il termometro portatile de La Domenica misura 22 gradi celsius. Due in più di quanto raccomandato dalla Confederazione e dal Cantone negli appelli al risparmio energetico. Ma in quello che doveva essere l’inverno della parsimonia ognuno ha la sua giustificazione per ritoccare il termostato verso l’alto. Alla Manor è la grande porta scorrevole d’ingresso: «È sempre aperta e entra un’aria gelida» spiega la commessa indicando piazza Dante. Fuori i gradi scendono a 5. E da qui inizia il nostro breve viaggio nelle temperature altalenanti del gennaio ticinese.

Il Municipio dà l’esempio

In Piazza della Riforma le cose non vanno meglio. Al centro il Municipio solitario sembra essere l’unico ad attenersi alle raccomandazioni, anche se all’interno degli uffici i termosifoni sono «tarati con appositi apparecchi regolatori» a un massimo di 21 gradi, uno in più rispetto al limite in vigore (almeno in teoria) negli stabili dell’amministrazione federale e cantonale. In cancelleria il termometro segna 21 gradi e 6 decimi. «Fa più freddo degli anni scorsi ma io personalmente mi trovo meglio» spiega il segretario comunale Robert Bregy. Nella vicina Banca Stato il termometro sale a 22.5 gradi in sala d’attesa, che diventano 23.5 al di là del vetro protettivo dove i dipendenti lavorano in camicia. «Si sta bene, non ci lamentiamo. Fino a qualche settimana fa la temperatura era più bassa: abbiamo chiesto di alzarla».

Questione di comfort

Sì, perché va bene la crisi energetica, ma nei lavori sedentari il malumore invernale dei dipendenti è inversamente proporzionale al livello del mercurio. Dove scende la temperatura aumentano le lamentele. Il termometro si sposta nella filiale di Credit Suisse proprio di fronte, e rileva la stessa verità: 22.8 gradi, 22.9 (l’apparecchio ha bisogno di tempo e ha un margine inevitabile di approssimazione), continua a salire finché, a 23.1 gradi, il personale invita gentilmente a interrompere. Informarsi sulla temperatura è un diritto della clientela ma le misurazioni «a sorpresa» non sono contemplate dalle policies aziendali.

Prossima tappa: il ristorante Mc Donald’s di Riva Albertolli. Anche qui il termostato è impostato a 23 gradi nella cucina, ma scendono a 21 tra i tavoli e qualche cliente si lamenta: «Fa freddo, l’ho fatto presente più volte». Nel vicino Museo cantonale di storia naturale le temperature scendono addirittura a 19 gradi, a 20 nel Liceo Lugano 1 dove, spiega il custode, «ci atteniamo scrupolosamente alle disposizioni». Il problema è che la centralina del gas è una sola per tutto il palazzo: la temperatura viene impostata in base alla stanza più fredda, che è proprio la portineria. «Succede così che nelle classi gli studenti si trovino con temperature superiori, e a volte le abbassano regolando da soli i termosifoni». La regola dei 20 gradi non viene applicata alla lettera nemmeno nell’adiacente Biblioteca cantonale. Nella sala lettura il termometro sfora i 25. «Se hanno caldo gli utenti possono aprire la finestra» taglia corto il personale.

Nessuno si lamenta invece a Bellinzona, sempre alla Biblioteca cantonale, dove i gradi arrivano quasi a 24. Non così al ristorante della Migros di Sant’Antonino , dove non è raro vedere persone che pranzano indossando la giacca.Qui la temperatura è poco superiore alla tacchetta dei 21. Non fa caldo, ma neppure freddo insomma. Tanto che i dipendenti del supermercato approfittano della pausa restando con la divisa a maniche corte.

Pazienti e cinefili al caldo

L’atmosfera cambia all’ospedale La Carità di Locarno, dove gli infermieri e il personale sanitario girano tra i corridoi in maglietta. Nella sala d’attesa il termometro arriva a 22.6 gradi celsius. Un bel salto rispetto all’esterno, anche perché qui bisogna ancora indossare la mascherina chirurgica fornita gratuitamente all’entrata e respirare può tornare a essere faticoso. In città, al Palacinema, non ci sono pazienti, ma gente che beve l’aperitivo e prenota i biglietti. Eppure la temperatura è quasi la stessa dell’ospedale: 22.5. Sarà che per entrare nell’edificio c’è solo la porta del bar ristorante e tanto basta per creare un clima caldo e ovattato.

La musica in realtà non cambia neppure nella filiale in ristrutturazione della Posta accanto a Piazza Grande. La colonnina di mercurio supera abbondantemente i 22 gradi e mezzo. A Locarno del resto regnano le palme e serve coerenza... La situazione cambia invece all’interno di Palazzo Marcacci, sede del Comune. L’addetta allo sportello ci fa entrare. L’edificio ha gli uffici che affacciano quasi tutti su una specie di corte interna chiusa che abbraccia tutti i piani. «Riscaldare qui o soltanto regolare la temperatura non è evidente», spiega Luca Pelloni, responsabile della comunicazione del Comune. Poi sorride quando i gradi non vanno oltre i 21.5. «Siamo abbastanza virtuosi», dice.

Funzionari e allievi senza paura

Tra i Comuni anche Bellinzona brilla per il risparmio energetico. Nel locale al pianterreno dello sportello multifunzionale il termometro de La Domenica segna 19.6 gradi e le impiegate che ci lavorano indossano non a caso abiti caldi e vestiti a strati. Raccomandazioni rispettate anche poco lontano, nei corridoi e negli uffici dell’Amministrazione cantonale. Chi si mette in fila agli sportelli deve mettere in conto una temperatura di 18.8 gradi, mentre i funzionari siedono dietro a scrivanie dove la temperatura è fissa a 20°. Nelle toilette è stata inoltre tolta l’acqua calda.

Anche alla Scuola cantonale di Commercio la colonnina, che segna 20.7 gradi, è rispettosa dell’ambiente. I ragazzi che sfilano nei corridoi hanno tutti le giacche aperte, qualcuno gira in maglione e felpa, ma alcune allieve sfidano la temperatura con magliette che scoprono la schiena e la pancia. Come se i gradi in più o in meno, veramente, quest’inverno fossero l’ultimo dei problemi.

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