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Società

Un secolo di bar delle donne

Da suocera a nuora, da madre a figlia – La storia dello storico Bar Marisa
Giorgia Cimma Sommaruga
09.10.2022 12:00

«Mia nonna Luigina era una ragazza madre e nel 1800 questa condizione era un’onta enorme. Cos’ha fatto? Si è rimboccata le maniche e ha aperto da sola il Bar Marisa». Inizia così una storia sorprendente, una vita che ruota attorno a un locale in Leventina e che da un secolo è coniugata tutta al femminile. Marisa Longhi, classe ‘36, è nata e cresciuta qui, tra le vie di Faido, tra le mura dello storico Bar Marisa (ora bar osteria), ed è la nipote della fondatrice, sua nonna Luigina (nata nel 1876).

Tra donne ci capiamo

Oggi la gerente - a un secolo dalla fondazione (nel 1922) - è Manuela De Giovannetti, una delle figlie di Marisa. Racconta: «Forse siamo una famiglia di stampo quasi matriarcale - osserva -, da sempre, i mariti hanno aiutato le proprie mogli, mio padre quando ha potuto ha aiutato mia mamma e il mio ex marito lavorava in cucina quando abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta». Ad aggiungere particolari sulle vicende famigliari è Marisa: «Mia nonna Luigina ha cresciuto mio padre tra le mura di questo esercizio commerciale, poi quando lui si è sposato con mia mamma, Rosa, è stata lei a rilevare l’attività, mentre lui si è dedicato alla pastorizia, perché “il disonore” di essere figlio di una ragazza madre, all’epoca, non gli permetteva di trovare un lavoro fisso».

E poi, scherza, «mia mamma era una tosta, si immagina cosa voleva dire lavorare con una suocera così esigente? Perché in ballo c’era l’attività che lei stessa aveva aperto, dunque non consentiva errori». Tuttavia, di generazione in generazione, tramandare i trucchi del mestiere, le conoscenze, è avvenuto naturalmente. «Mi ricordo ancora - continua Marisa - che quando ero solo una bambina, quando mia mamma saliva in alpeggio in estate per aiutare mio padre, io stavo al bar con mia nonna, sin da ragazzina ho imparato a servire ai tavoli, a prendere le ordinazioni, e poi man mano crescendo anche a fare gli ordini con i fornitori».

Il segreto del mestiere esiste

Tra una generazione e l’altra non sono poi mancati i cambiamenti. «Perché è vero, l’attività è sempre quella, ma abbiamo cercato di andare sempre incontro alle esigenze dei nostri clienti», racconta Manuela. «Inizialmente, quando la nonna Luigina ha aperto l’attività era solo un bar, all’epoca non esistevano nemmeno i frigoriferi! Poi dopo, quando ho iniziato a lavorare io, ho deciso di offrire anche un servizio ristorante, tant’è - spiega la gerente - che siamo diventati Osteria Bar Marisa, e oggi c’è anche la pizzeria!».

E il rinnovo dello stabile, degli arredamenti, delle nuove cucine al piano superiore, «negli anni ho visto una vera evoluzione di questo posto - racconta Marisa, e rammenta -, e pensare che mia figlia Manuela si è formata come cameriera, non come cuoca. Eppure, per amore di questa professione, un piatto alla volta, ha imparato a cucinare pietanze squisite, e ora c’è lei in cucina!».

«Noi ci siamo sempre!»

Tuttavia, dopo un secolo di attività, sorge spontaneo chiedersi qual è il segreto che ha tenuto unite generazioni di donne attorno a una attività che regge il peso del tempo. Perché oggi di bar e ristoranti che aprono e chiudono, cambiano gerenza, falliscono e poi rinascono, ce ne sono tantissimi. E, complice la pandemia che ha dato una stangata a tutte le attività commerciali, e poi i rincari, la situazione si aggrava sempre più. «Ovviamente anche per noi ci sono e ci sono state tantissime difficoltà, ma - svela Marisa -, anche se i tempi cambiano l’unico modo per farcela è la costanza. Il lavoro dell’esercente è un lavoro da prendere seriamente, ci sono orari da rispettare: oggi per andare in certi locali è come giocare alla tombola, perché aprono e chiudono quando vogliono, quindi il cliente non sa mai cosa aspettarsi. Al cliente bisogna garantire sicurezza».

E questo lo si percepisce subito quando si entra nel locale. L’accoglienza è famigliare, i clienti salutano per nome anche le cameriere, «che sono con noi da circa 10 anni- racconta Manuela -, perché anche in questo si vede la continuità e l’affidabilità».