JD Vance fischiato e contestato a San Siro, ma il pubblico USA non ha sentito nulla

Fischi. E contestazione. Il pubblico di Milano, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, ha accolto «calorosamente» il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. Un'accoglienza che, tuttavia, come rivela il Guardian non è stata minimamente percepita dagli spettatori americani sintonizzata sulla NBC, l'emittente dei Giochi.
Contestualizziamo: l'ingresso a San Siro della squadra statunitense è stato accolto da un applauso collettivo. Tuttavia, quando le telecamere hanno inquadrato Vance e sua moglie, Usha, dagli spalti sono partiti fischi, urla di disapprovazione e qualche (sporadico) applauso. I commentatori di mezzo mondo, chi più chi meno, hanno riferito della contestazione in diretta. Anche il nostro inviato allo stadio, Fernando Lavezzo, ha spiegato che Vance è stato «sonoramente contestato quando è stato inquadrato sui maxischermi». A differenza, appunto, della squadra a stelle strisce, accolta con convinzione e applausi. Sulla NBC, per contro, i fischi non sono stati né uditi né tantomeno commentati. Il team di commentatori, scrive sempre il Guardian, si è limitato a dire «JD Vance». La Casa Bianca, dal canto suo, si è affrettata a pubblicare sui social una clip di Vance, durante la trasmissione della NBC, senza alcun fischio di sottofondo.
Non è la prima volta, leggiamo, che vengono intraprese azioni di questo tipo per nascondere agli spettatori statunitensi manifestazioni di dissenso nei confronti dell'amministrazione Trump. Durante gli US Open dello scorso settembre, ad esempio, gli organizzatori del torneo hanno chiesto alle emittenti televisive di non mostrare la reazione del pubblico rispetto alla presenza di Donald Trump alla finale del torneo maschile. Parte del messaggio recitava: «Chiediamo a tutte le emittenti di astenersi dal mostrare qualsiasi disturbo o reazione in risposta alla presenza del presidente in qualsiasi veste».
Il clima che circonda la delegazione USA, d'altro canto, non è dei migliori. Venerdì scorso, a Milano, centinaia di persone hanno protestato contro la presenza degli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense alle Olimpiadi di quest'anno. Il Dipartimento di Stato americano, come noto, ha dichiarato che diverse agenzie federali, tra cui l'ICE, saranno presenti ai Giochi per aiutare a proteggere i cittadini americani in visita. Il Dipartimento di Stato ha affermato che l'unità dell'ICE in Italia è separata da quelle coinvolte nella repressione dell'immigrazione negli Stati Uniti, in particolare a Minneapolis. Prima della cerimonia di ieri, lo sciatore freestyle Hunter Hess ha dichiarato di provare sentimenti contrastanti nel rappresentare gli Stati Uniti nell'attuale clima politico: «Ovviamente ci sono molte cose che non mi piacciono» ha affermato. «Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresento tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti».
Vance non è stato l'unico ad aver suscitato reazioni negative da parte del pubblico. Anche i quattro atleti che rappresentavano Israele sono stati accolti con fischi (e applausi) una volta apparsi sul palco.
